Si chiama Festa del papà, ma babbo è più italiano. Lo dice anche la Crusca

Il termine usato in Toscana era già in voga ai tempi di Dante. L’altro, oggi più diffuso, è un francesismo arrivato nel XVIII secolo

“Voglio salvare ir mi’ babbo”. Pinocchio non aveva dubbi, Geppetto non era padre né papà, era babbo. E non solo perché la sua storia è ambientata in terra di Toscana. Il termine “babbo” è infatti, oggi come ai tempi di Pinocchio, il più corretto per indicare in italiano il genitore di sesso maschile. Lo conferma l’Accademia della Crusca. Quella che si festeggia il 19 marzo è dunque la Festa del babbo, anche se numericamente in Italia è più diffuso il termine papà. Vediamo perché.

Sia babbo che papà sono fonemi accettati in tutti i dizionari: entrambi (come anche mamma) nascono dalla ripetizione di una sillaba formata da una vocale e da una consonante bilabiale (p, b, m). Insomma, sono le prime parole che pronunciano i bambini proprio perché sono le più facili da produrre.

Storicamente però l'espressione "papà" è un francesismo arrivato in Italia ai primi dell’ottocento e usato nel nord Italia per contiguità di area, mentre babbo è espressione autoctona, locale, che già Dante Alighieri riportava nella Divina Commedia. E non è solo un termine affettivo, visto che distingue il genitore anche rispetto a "padre" usato in un un italiano molto formale.

Nel 1865 il letterato Giuseppe Frizzi sottolineava che «La voce papà è una leziosaggine francese che suona nelle bocche di quegli sciocchi, i quali si pensano di mostrarsi più compiti scimmiottando gli stranieri». I ricchi poi preferivano papà, le persone del popolo babbo: non a caso si dice “figlio di papà”.

Oggi il termine babbo è di uso comune non solo in Toscana ma anche in Emilia Romagna, Umbria, Marche, Lazio settentrionale e Sardegna. Altrove si è affermato papà, che secondo gli ultimi rilievi sta guadagnando terreno. Quello che invece resiste è Babbo Natale che non teme il passare del tempo e delle mode.

E per San Giuseppe? Non resta che fare gli auguri a tutti i babbi. E anche ai papà.