Don Backy contro Mogol: "L'immensità è solo mia"

Don Backy in una recente esibizione

Una trasmissione tv dedicata al paroliere rinfocola la polemica sull'attribuzione del brano. Il cantautore toscano: "L'ho scritta io, lui cambiò solo una riga del testo"

La trasmissione su Rete 4 dedicata al paroliere Mogol non gli è andata proprio giù. Don Backy l'ha vista e si è sentito "scippato" di uno dei suoi grandi successi, "L'immensità". Così ha scritto subito all'Ansa per precisare che quella canzone, presentata dallo stesso Don Backy in coppia con Johnny Dorelli al Festival di Sanremo nel 1967, è tutta sua. "Il testo è mio, ho le prove, Mogol ha cambiato solo una riga e tanto gli bastò per diventare co-autore",  precisa Don Backy, all'anagrafe Aldo Caponi da Santa Croce sull'Arno, pubblicando in un post sul suo profilo Facebook anche le foto delle pagine di un'agenda dell'epoca e di foglietti sparsi con il testo della canzone.

"Il punto è, che me ne sarei anche fregato bellamente - scrive Don Backy nel suo post - se avessero dato a Cesare quel che è di Cesare, ovvero, mi avessero almeno citato quale autore e invece, in quel contesto/calderone, è lecito, che l'ascoltatore più giovane - e non solo - abbia pensato che anche L'Immensità è roba di Giulio Rapetti, Mogol. Non è così. Nel mio primo volume "Questa è la Storia...", www.donbacky.it racconto con dovizia di particolari e documenti, come io - e solo io - abbia scritto quella canzone e di come essa fu firmata anche da Detto Mariano (ladro di mie canzoni) e Mogol".

 

Cari amici, vi rispondo con molta amarezza, in merito alla trasmissione dedicata a Mogol da Rete4 e presentata da un...

Pubblicato da Aldo Caponi su Lunedì 14 marzo 2016

Don Backy rivendica dunque in toto la creazione della canzone, musica compresa, arrivando a definire Detto Mariano, a cui viene attirbuita la paternità della musica del pezzo, "ladro di canzoni". "L'immensità" è uno dei brani più belli di Don Backy, eseguito nel tempo da molti interpreti. La canzone arrivò solo nona a quell'edizione del festival di Sanremo, ma fu uno dei maggiori successi commerciali sia per Don Bacy che per Dorelli, nelle rispettive esecuzioni. Un'ennesima  versione compare nell'ultimo album di cover di Gianna Nannini.

LA RECENTE VERSIONE DI GIANNA NANNINI

INTERVISTA A DON BACKY CHE SPIEGA ANCHE L'ORIGINE DEL BRANO