Vendemmia con gli amici e lo stangano

Battista Battaglino col verbale (foto Bruno Murialdo/La Stampa)

Cuneo: verbale da 19.500 euro a un pensionato accusato di sfruttare il lavoro nero

CUNEO. Succede fra i filari di barbera e nebbiolo sulle colline della zona di Alba, a Castellinaldo, ma l’incubo, e poi l’amarezza, provati da un pensionato appassionato di viticoltura si potrebbero materializzare in qualsiasi altra parte d’Italia, comprese le centinaia e centinaia di ettari coltivati a vite un po’ in tutta la Toscana. Il pensionato albese, Battista Battaglino, 63 anni - come racconta La Stampa - ha ricevuto una multa di 19.500 euro dall’Ispettorato del lavoro perché aveva chiamato alcuni amici ad aiutarlo nella vendemmia. Contro di lui è stato redatto un verbale per sfruttamento di lavoro al nero.

Battaglino da anni coltiva da solo un appezzamento di terreno con viti e altre colture. I filari del suo podere sono carichi di grappoli ed è il momento di raccoglierli prima che venga il cattivo tempo e l’uva marcisca. Come ogni anno, c’è un gruppo di amici che aiuta Battaglino nelle operazioni della vendemmia. È un po’ un rito, una tradizione, quella di aiutarsi nei lavori in campagna. Succedeva, e in alcune zone succede ancora, anche qui in Toscana. Fra poderi vicini ci si dava una mano nella mietitura del grano, nella vendemmia, nella raccolta delle olive. In tutte quelle operazioni che vanno fatte con un buon numero di braccia a disposizione e in tempi ristretti affinché il raccolto non ne risenta. In tempi passati, ma non da tanto, ci si ripagava con lo scambio del lavoro. Adesso, magari, gli amici e i parenti che vengono a dare una mano, si ripagano con una bella cena e in seguito con qualche bottiglia di vino o di olio. Proprio come funzionava fra Battaglino e il gruppo degli amici che nei giorni scorsi erano schierati nella vigna sulle colline di Alba.

A un certo punto, però, quell’allegra compagnia è stata circondata da carabinieri e funzionari dell’Ispettorato del lavoro. Hanno chiesto i documenti a tutti e alla fine hanno consegnato al pensionato-agricoltore un verbale di 19.500 euro, 3.900 per ognuno dei quattro amici che stavano lavorando sul suo terreno. Un blitz che ha suscitato l’indignazione dell’intero paese, e anche del sindaco Giovanni Molino. Il verbale, a rigore di legge, è ineccepibile: non si può far lavorare amici e parenti, senza retribuirli almeno con i voucher, anche se la produzione non è destinata alla vendita. Ma la norma, come sostiene anche il sindaco Molino, andrebbe applicata con buon senso.

E questo il sindaco Molino, Battista Battaglino e i suoi amici cercheranno di far valere nei prossimi giorni davanti ai vertici dell’Ispettorato del lavoro.

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Posted by Il Tirreno on Lunedì 28 settembre 2015