Anziani maltrattati a Prato, il silenzio della coop Astir sugli orrori

Nemmeno una parola di scusa per il comportamento dei suoi operatori. Il consorzio scarica la colpa sull'Asl per i mancati i controlli

Quindici righe, qualche banalità e mai, nemmeno per sbaglio, la parola "scuse". Questo è riuscito a partorire il Consorzio di cooperative Astir, 27 ore dopo la notizia dell'inchiesta che vede indagate 17 persone (tre dipendenti dell'Asl e 14 dell'Astir, appunto) per i maltrattamenti nei confronti degli anziani ospiti della casa di riposo di Narnali, a Prato. Non solo. Anziché fare un esame di coscienza, come sarebbe parso normale e scontato, il Consorzio Astir punta il dito sull’Azienda sanitaria. La casa di riposo, si legge nella nota diffusa ieri, è una struttura a gestione mista pubblico-privata dove le funzioni di controllo «sono di spettanza esclusiva dell'Asl 4».

E siccome secondo l'Astir il nocciolo della questione è la mancanza di controllo, la colpa è dell'Asl. Semplice, no? Fosse per loro, la faccenda sarebbe già risolta e sarebbero altri a doversene preoccupare. Con buona pace del fatto che sette dei nove operatori sospesi dal gip sono dell'Astir.

E' un comunicato che sembra arrivare da un altro pianeta, dove tutti sono felici e soprattutto dove le case di riposo non sono gestite dall'Astir. Purtroppo quel pianeta non esiste. In quello dove viviamo noi può capitare che gli anziani vengano umiliati e offesi, picchiati e derubati, probabilmente anche da dipendenti dell'Astir, che però si limita a dire di aver sospeso gli indagati e di avere fiducia nella magistratura.

Ben altro piglio aveva mostrato venerdì mattina il vice commissario dell'Asl 4, Simona Carli, che si è presentata davanti alle telecamere e ha chiesto scusa alle famiglie degli anziani, senza se e senza ma. La stessa Carli che ieri ha risolto la convenzione con Astir e ha dato la gestione della casa di riposo alla Misericordia, togliendo da Narnali anche i 7 infermieri dell'Asl che non sono indagati, e che ora taglia corto sulla nascente polemica: «Ognuno si comporta come crede. Io ho ritenuto giusto chiedere scusa; se altri non lo fanno, affari loro».

No, il Consorzio Astir preferisce ricordare di aver lavorato per 20 anni «con dedizione e professionalità a sostegno dei più deboli« e che «intende portare avanti la propria mission con ancora più impegno e attenzione». Ecco, bravi, un po’ più di attenzione non guasterebbe, magari con una spruzzatina di umiltà e di rispetto per il dolore di tante famiglie.