Luca Rovini e la “Barca degli Stolti”

“La Barca Degli Stolti” è il nuovo disco del cantautore toscano Luca Rovini, 12 canzoni e una bonus track registrate con la collaborazione di Don Leady e Claudio Bianchini alle chitarre, Chiara Giacobbe al violino, Andrea “Lupo” Lupi al basso, Andrea Giannoni all’armonica, Francesco D’Acri al piano, Caterino “Washboard” Riccardi al washboard e alle percussioni, Stefano Costagli alla batteria, Stefano Corsini ai cori e Davide Giromini alla fisarmonica. Da segnalare la traccia “L’angelo di Lione”, scritta da Tom Russell e Steve Young, tradotta da Luigi Grechi e registrata, fra gli altri, dal fratello Francesco De Gregori. L’album è stato registrato in parte nella casa di Luca Rovini e in parte in quelle dei vari musicisti. Don Leady invece ha registrato presso l’Alnico Studios di Austin, in Texas. Queste le note di copertina con le quali l’artista descrive con passione la sua ultima fatica:

Il mare è apparentemente calmo, la barca va in pezzi, tutto va in pezzi, la gente che è sopra balla, ride, scherza, se ne sbatte della barca. E’ la barca degli stolti. Quante volte possiamo cadere senza accorgerci di niente? Quante vite dovremo mai comprare? La vita non si vende e la barca non si svende per tre risate. Guardo questo quadro del mio babbo e mi chiedo dove diavolo sia finito quell’uomo che mi ha donato questo dipinto, che mi ha donato una vita…in certi giorni vorrei non aver mai dovuto scrivere queste canzoni, ma in tutti gli altri sono fiero di aver infilato la mano in queste rughe, in questa pelle spaccata e aver tirato fuori queste figlie, averle messe sulla strada, proprio come ha fatto mio padre con me. Dovranno lottare, dovranno cadere, ubriacarsi, ridere, sognare, trasformarsi, essere amate o odiate, questo non importa, avranno comunque la loro vita. Dovremo avere la forza di scendere dalla barca degli stolti…questo disco è per tutti quelli che sono caduti e per tutti quelli che cadono ogni giorno e nonostante tutto hanno la forza di prendere il diavolo per il collo, guardarlo nei suoi dannati occhi e risputargli in faccia tutto il sangue versato. A voi un brindisi con del buon vino, spero troviate un buon motivo per mandare queste canzoni a tutto volume. Nel nome del Rock’n’Roll.”

Luca Rovini è un vero artigiano della musica, un appassionato di sonorità folk, rockabilly e blues di vecchia scuola. Nelle sue canzoni narra storie di illusioni, solitudine e sogni, il tutto realizzato con produzioni vintage che mettono in evidenza la nostalgia dell’autore verso gli anni in cui il suono delle corde sferraglianti e l’assenza della tecnologia regalavano ai dischi quel sapore autentico che oggi un po’ si è perso. “Occhi profondi”, “Gocce della sera”, “Scoppia la testa” e “Cappotto di vita” sono solo alcuni titoli di questo viaggio musicale intriso di blues, anche se una menzione speciale se la merita l’opener “Dove bevo il mio cuore”, un pezzo in cui dolcezza, disincanto e rabbia vanno a braccetto creando atmosfere di grande effetto. Per concludere, un disco diretto che profuma di vinile, di strade polverose e di tanta sana malinconia.