Rossi sfida il governo e Autostrade per l'Italia: "Per la Tirrenica voglio certezze su soldi e tempi"

Il presidente della Regione Toscana, in un'intervista esclusiva al Tirreno, rivela che Autostrade ha chiesto di finanziare l'opera (1500 milioni) con l'aumento delle tariffe su tutti i circa 3mila chilometri della rete autostradale italiana. "A me non interessa dove prenderanno i soldi,  basta però che governo e Autostrade firmino un accordo vincolante". E aggiunge: "Entro tre anni la Tirrenica deve essere conclusa"

Per finanziare la Tirrenica la società Autostrade per l’Italia, che controlla per intero Sat, avrebbe chiesto al governo «un contributo di solidarietà», cioè l’aumento delle tariffe su tutta la propria rete autostradale nazionale, lunga 2854 chilometri. È quanto rivela al Tirreno il presidente della Regione Enrico Rossi. Che vuole vederci chiaro, nel prossimo incontro romano, con il governo, Sat e Autostrade per l’Italia, previsto per il 27 marzo, su soldi e tempi.
In che senso vuol vederci chiaro?
«Mi permetta prima di svolgere due premesse».

Prego.
«In cinque anni da Sat e dal governo la Regione è stata presa in giro due volte. Prima con il progetto Matteoli. Fu detto che era troppo costoso. Bene, si passò ad un altro, di 2 miliardi. E mentre si aspettava l’apertura dei cantieri per il 2014, ci è stato detto che il progetto non si reggeva in piedi sul piano finanziario e che il governo non era disposto a sborsare i 270 milioni chiesti da Sat».
Seconda premessa?
«Il progetto che ci è stato illustrato l’11 marzo mi va bene. L'idea di ammodernare e riqualificare la variante Aurelia da Rosignano a Fonteblanda con piazzole di sosta e ristrutturazione delle entrate e delle uscite mi convince. Analogamente non ho nulla da eccepire sulla realizzazione dell'autostrada da Fonteblanda fino a Tarquinia. Per me decisivo è che nel giro di due-tre anni la Tirrenica venga realizzata. E’ una priorità nazionale. E lo è soprattutto per lo sviluppo economico della costa».
Ciò premesso?
«Premesso che non voglio essere preso in giro per la terza volta e che la Tirrenica è una priorità per la costa e la Toscana come il porto di Livorno, io il prossimo 27 marzo voglio andare all’incontro con il governo, Sat e Autostrade per l’Italia ponendo domande e condizioni ben precise».
Quali?
«La domanda numero uno riguarda i finanziamenti. Perché l’opera si realizzi occorre che sia chiaro il piano finanziario».
Nell’incontro dell’11 marzo non ne avete parlato?
«Se ho ben capito Autostrade per l’Italia chiede al governo un meccanismo di solidarietà. In altre parole vorrebbe che i 1500 milioni necessari per la costruzione dell’opera venissero reperiti con l’aumento delle tariffe in tutta la rete delle autostrade gestite dalla società».
Mica male: io costruisco la Tirrenica e tu, governo, mi aumenti le tariffe su tutta la rete. Aumenti che forse sono maggiori del contributo di 270 milioni a suo tempo richiesto da Sat.
«A me onestamente di come reperiranno i soldi per costruire la Tirrenica non interessa nulla. Facciano loro. A me preme solo che ci sia un accordo scritto tra Autostrade e governo perché solo così io ho la certezza che l’opera si farà».
Teme che il governo non autorizzi l’aumento del pedaggio?
«Non è questione di timori, ma di impegni. Ci hanno presentato un nuovo progetto. Io ho detto: ok, va bene. Ora però ho il dovere di chiedere: signori, con che soldi intendete realizzarlo. Mi sembra una domanda ovvia».
Dà l’impressione di non fidarsi troppo del governo.
«Impressione sbagliata, la sua. Io anzi apprezzo molto l’impegno fin qui profuso dal governo con il ministro Lupi, il sottosegretario Lotti e il vice ministro Nencini. Però io sono il presidente della Regione Toscana ed è quindi mio dovere avere le rassicurazioni che l’opera si farà».
Altre domande che lei intende porre al tavolo romano?
«Se la prima domanda riguarderà i soldi, la seconda, altrettanto ovvia, pretenderà di capire i tempi. Noi come Regione vogliamo conoscere il cronoprogramma del progetto che ci è stato presentato: quando i progetti definitivi, quando i cantieri e infine quando si potrà inaugurare l’opera».
Per lei quali sono i tempi giusti?
«In due-tre anni il progetto dovrebbe essere realizzato. In concomitanza, tra l’altro, con i tempi all’incirca necessari per la costruzione del porto di Livorno. Le due opere sono in un certo senso sinergiche e possono dare grande sviluppo alla costa e alla Toscana. Prima si fanno e meglio è. Per questo la mia non è diffidenza o sfiducia, ma solo la sottolineatura forte di una priorità per la nostra regione».
Mah, dobbiamo crederle?
«Certo. Io ho solo un timore: che le buone intenzioni restino tali se non ci sarà un accordo preciso e vincolante tra governo e Autostrade».
Altri aspetti che intende chiarire nell’incontro del 27 marzo?
«Sulla Variante Aurelia da Rosignano a Fonteblanda mi va bene l’idea di non trasformarla in autostrada. La realizzazione di un corridoio a quattro corsie va bene. Purché la Sat non si limiti ad una semplice asfaltatura».
E sul tracciato autostradale da Fonteblanda a Tarquinia?
«Sarà bene non perdere tempo. Un tracciato era stato individuato, era ben fatto, non vedo la necessità di andare a definirne un altro. Si rischia di perdere anni. E non possiamo permettercelo. Aggiungo anche che in quel tratto le clausole di salvaguardia dei residenti sono le stesse di quelle che avevamo individuato nel progetto poi accantonato».
Insomma ci sono le condizioni per realizzare finalmente l’opera.
«Penso di sì. Per questo porrò il 27 marzo le questioni accennate in questa conversazione. Con uno spirito costruttivo: chiedo certezze, solo così sarò sereno. E con me tutta la Toscana, perché davvero questa regione non merita di essere bistrattata. Il ministro Lupi ha finanziato opere del nord, e la Tirrenica no?».
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