Paesaggio: è scontro tra "lapidei-ambientalisti" sul piano della Toscana

Il Pd cerca di "mitigare" i vincoli. Enrico Rossi: "A me interessa risolvere i problemi"

FIRENZE. Il presidente del Fai, Andrea Carandini, "chieda scusa agli oltre diecimila lavoratori che ha insultato, paragonandoli a 'barbari' che hanno devastato Roma". E' l'attacco del Coordinamento delle imprese lapidee apuo-versiliesi dopo la lettera che in presidente del Fondo italiano per l'ambiente ha scritto nei giorni scorsi al premier Matteo Renzi anche a proposito del piano paesaggistico della Toscana. Sul piano, adottato lo scorso anno dal Consiglio regionale, da mesi si combatte una dura lotta. Da una parte le imprese del marmo apuane, contrarie ai vincoli previsti dal provvedimento (in quanto vieta l'attivit estrattiva nelle zone soggette a parco naturale sopra i 1200 metri), dall'altra il mondo delle associazioni e dei comitati ambientalisti che rivendicano la bontà del provvedimento e sostengono a gran voce l'assessore regionale all'urbanistica Anna Marson, madrina del piano.

A riaccendere la discussione il tentativo del Pd in Consiglio regionale di "mitigare" alcuni vincoli previsti, attraverso una serie di emendamenti da apportare al piano prima che questo venga definitivamente approvato dall'Assemblea toscana nella seduta del 10 marzo. La proposta del gruppo del Pd è quella di mantenere i vincoli previsti per le creste ancora "vergini", mentre per i crinali dove siano già presenti cave attive si prevede di far continuare l'attività di estrazione fino all'esaurimento del sito. Le modifiche proposte non sono state gradite dall'assessore Marson ma il Pd è determinato a portare avanti gli emendamenti. Nel mezzo il governatore toscano Enrico Rossi cui spetta ora il compito di far quadrare il cerchio. Anche per questo Rossi ha incontrato il consigliere regionale Pd Ardelio Pellegrinotti, responsabile di coordinare il lavoro sugli emendamenti.

"Credo che siamo vicini alla soluzione giusta - ha detto oggi Rossi via Facebook - a me non interessano le polemiche, mi interessa risolvere i problemi e se approveremo il piano paesaggistico e la nuova legge sulle cave avremo fatto una svolta a favore dell'ambiente e del lavoro". Secondo il governatore "deve cessare la rapina selvaggia delle Apuane e l'attività estrattiva deve essere regolata e valutata per l'impatto ambientale e paesaggistico" e "ciò che viene scavato deve essere lavorato in loco per dare più occupazione".

Secondo Pellegrinotti "Rossi ha condiviso con noi che il piano debba essere uno strumento di salvaguardia dell'ambiente e di valorizzazione del paesaggio in Toscana, senza per rappresentare un freno allo sviluppo". Due le novità, secondo Pellegrinotti, da sottolineare: l'introduzione dei piani attuativi e della valutazione paesaggistica per l'attività estrattiva. Con i primi "verranno determinate quantità e qualità delle estrazioni, stabilendo che il 50% del materiale lapideo, entro il 2020, dovrà essere lavorato in loco". Inoltre, "attraverso la conferenza dei servizi Regione e ministero dei Beni Culturali avranno l'ultima parola". Con la valutazione paesaggistica, invece, si subordina l'iter autorizzativo e lo stesso piano attuativo al rispetto del piano del paesaggio.