La denuncia di Rossi: "L'argine non era conforme al progetto"

Carrara, a sostenerlo è il presidente della Regione, Enrico Rossi. Si costituisce una commissione d'inchiesta per fare luce sulla rottura che ha provocato l'ennesima esondazione

CARRARA. Se la conta dei danni deve ancora cominciare, la caccia al colpevole dell'alluvione a Carrara è già nel vivo. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha annunciato una commissione di inchiesta ma, prima che gli esperti si mettano al lavoro, ha messo in fila qualche indizio per indicare dove andare a cercare i responsabili: il torrente Carrione è esondato a causa del crollo di un argine che "non era imbrigliato come avrebbe dovuto essere - ha detto - e è stato costruito non secondo il progetto conforme".   

Che quel muro avesse dei problemi si sapeva. "Avevo avvertito tutti quelli che dovevano sapere - ha raccontato Giorgio Vanelo, titolare di una ditta che si trova proprio di fianco al luogo del crollo - scrivendo lettere prima al Comune, poi alla Provincia in cui spiegavo che da quell'argine filtrava l'acqua". Come i lavori siano stati appaltati, chi e come li abbia eseguiti lo accertera' la magistratura. Il procuratore Aldo Giubilaro, che indaga per disastro colposo, ha annunciato anche una possibile svolta in una seconda inchiesta che riguarda il crollo sempre di un argine del Carrione, nel novembre 2012.

"Credo di avere anche io - ha aggiunto il presidente della Regione - il diritto di arrabbiarmi ed indignarmi un po': fornirò alla Procura tutta la collaborazione possibile per gli aspetti di carattere penale".

L'interesse della Regione è diretto, oltre che politico: infatti è l'ente che ha finanziato l'opera di difesa idraulica che è stata considerata necessaria già dopo l'alluvione del 2003 che aveva messo in ginocchio la città. I risultati del lavoro della commissione di inchiesta saranno resi noti in 15 giorni: entro fine mese, quindi - secondo l'impegno della Regione - si dovrebbero conoscere i responsabili del crollo. Tutti gli atti e i documenti raccolti, poi, verranno forniti alla Procura della repubblica di Massa che sulla vicenda ha aperto un fascicolo di indagine.

Il governatore Enrico Rossi, comunque, annuncia che l'interesse della Regione non si limiterà all'argine del Carrione.  Verrà, infatti, affidato un incarico della tre università toscane - Pisa, Firenze e Siena - per un'indagine approfondita su tutti gli argini in calcestruzzo realizzati lungo i corsi d'acqua della toscana. Come è già per gli argini in terra, l'obiettivo sarà verificarne la tenuta e la solidità. Un ulteriore intervento di prevenzione.

Intanto, la politica ha cominciato a muoversi. La Regione, ha spiegato Rossi, dichiarerà 'l'emergenza regionale" per poter realizzare con criteri di estrema urgenza 234 opere, per 140 milioni, contro il rischio idrogeologico, che per vari motivi non sono ancora partite ma per le quali ci sono già i fondi. La conta dei danni non c'è: "Non siamo ancora in grado di farla - ha detto il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani - certamente sono ingentissimi, si tratta di milioni, di una cifra superiore a quella per le due alluvioni del 2012".