Garanzia Giovani, l’Europa dà i soldi lo Stato non li spende

L’Ue stanzia 1,1 miliardi per il progetto ma i fondi non arrivano. Al palo i bonus per le aziende che vogliono assumere i ragazzi

C’è quasi tutto, meno quello che serve davvero: gli incentivi alle imprese per assumere i giovani. Lo Stato non ha ancora mandato i soldi alle Regioni. Nel caso della Toscana i bonus alle imprese valgono nove milioni. Finché non arrivano resta al palo uno dei punti forti di “Garanzia giovani”, il programma anti-disoccupazione per i giovani fra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano: i “neet” li chiamano in Europa, con un acronimo inglese (not engaged in education, employment or training).

Le Regioni anticipano i soldi. Quello che è stato attivato finora del progetto - articolato in nove mosse- si tiene in piedi solo perché le Regioni anticipano i soldi. In Toscana gli oltre 14mila aderenti a “Garanzia giovani” - dice l’assessore regionale al Lavoro, Gianfranco Simoncini - hanno ottenuto e ottengono subito un colloquio di orientamento (verso formazione, tirocini, apprendistato) perché il sistema è già rodato: qui esiste l’esperienza di “Giovani sì”, progetto di contrasto alla disoccupazione e riavvicinamento al mondo del lavoro nel quale sono stati investiti 400 milioni negli ultimi due anni e mezzo. Almeno sono serviti a entrare in contatto con oltre 110mila giovani. Ma con la crisi e le aziende che neppure si fanno avanti per stage o tirocini, trovare un posto, fisso o a tempo determinato, è un’altra faccenda.

Per Garanzia Giovani alla Toscana lo Stato manderà assai meno di 400 milioni: sono previsti 64,9 milioni, secondo la ripartizione presentata in Europa. Dovrebbero bastare per il biennio 2014-2015 e i 14mila ragazzi che hanno aderito al progetto europeo, ancora in attesa di finanziamenti.

Il progetto parte senza fondi. L’ultima settimana di agosto, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti (foto), incontrando le Regioni ha garantito che attiverà le risorse «quanto prima». Soprattutto per le aziende che sono intenzionate ad assumere i giovani. Non mente perché i soldi (ora) ci sono: almeno 1 miliardo e 100 milioni stanziati dall’Unione Europea a luglio, due mesi dopo l’avvio di Garanzia Italia, lanciato in pompa magna il primo maggio. Arrivano proprio dal capitolo sulle “Iniziative a favore dell’occupazione giovanile” e dal Fondo sociale europeo. Solo che prevedono un co-finanziamento da parte dell’Italia di 400 milioni per completare il budget comunitario finalizzato «ad aiutare i giovani a trovare un lavoro», come si legge sul sito della Commissione Europea. Ma nel bilancio dello Stato questi soldi esistono?Il ministero del Lavoro ieri non è stato in grado di dare una risposta. Deve fare accertamenti, prima di pronunciarsi. E di spiegare perché fondi comunitari concessi all’Italia a luglio, ancora non siano stati erogati alle regioni.

Alcune questioni, comunque, sono chiare, anche senza scomodare l’Unione Europea, gli Stati membri e i ministeri. A distanza di 4 mesi dall’attivazione di Garanzia Giovani non c’è stato alcun miracolo occupazionale, a differenza di quanto promesso dal governo.

Un posto fisso ogni 103 iscritti. Dopo i primi 60 giorni - come anticipato nell’edizione di ieri del Tirreno - in Italia il 40% degli aderenti al progetto non è stato neppure contattato. Fa eccezione la Toscana dove su quasi 9.500 giovani residenti iscritti a Garanzia giovani, poco meno di 6mila hanno già fatto un primo colloquio e la metà ha già stretto il patto di “attivazione” del percorso personalizzato.

Ma per nessuno, o forse per pochissimi, in Toscana e in Italia è arrivato un posto di lavoro. In parte è colpa dei bonus per le imprese non attivati, certo. Ma soprattutto del fatto che scarseggiano le aziende che si sono fatte avanti per proporre assunzioni, tirocini o apprendistati. La situazione era già stata segnalata mesi fa dall’onorevole toscana Irene Tinagli (Scelta civica), membro della commissione Lavoro alla Camera: «Avevo fatto osservare la sproporzione fra le domande di lavoro, oltre centomila, e le pochissime aziende che si erano registrate con offerte». I dubbi sono diventati certezze: secondo quanto rilevato dal ministero, le opportunità di lavoro a fine agosto sono 9.109 per un totale di 13.169 posti in tutta Italia: un’occasione ogni 12 giovani, considerando i 170mila aderenti al progetto. Se si considerano solo i posti a tempo indeterminato, la possibilità scende a 1 ogni 103 ragazzi. I tirocini disponibili, poi, sarebbero solo uno ogni 168 ragazzi. Oltretutto, le occasioni di lavoro sono concentrate per il 71% al nord e per il 14% al centro. Si capisce, perciò, perché in Toscana abbiano fatto domanda di adesione a Garanzia Giovani quasi 5mila non residenti. Ma si capisce anche perché molti abbiano dichiarato di non aver molta fiducia nell’iniziativa e di vedere più l’estero come vera opportunità di lavoro. I tirocini nei paesi europei sono contemplati in Garanzia Giovani. Ma sono l’altra opportunità ancora non finanziata. Comunque alla Toscana toccano solo 577mila euro.

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