A Lucca si ascolta la musica  degli avi di Puccini

Venivano intonati durante la Settimana Santa, nel 1700: canti sacri ispirati ai testi biblici del profeta Geremia e musicati per l’occasione. Ne sono autori non musicisti qualsiasi, ma gli antenati...

Venivano intonati durante la Settimana Santa, nel 1700: canti sacri ispirati ai testi biblici del profeta Geremia e musicati per l’occasione. Ne sono autori non musicisti qualsiasi, ma gli antenati di Giacomo Puccini, importanti compositori e strumentisti della loro epoca: il capostipite Giacomo, nato nel 1712 – da cui il maestro prese il primo nome – suo figlio Antonio e suo nipote Domenico. Nomi che ricorrono spesso nella famiglia e che vennero dati, come secondi, anche a Giacomo junior, in onore di tutta la dinastia musicale. A ritrovare quelle composizioni settecentesche è stata una giovane contrabbassista e ricercatrice, Valentina Ciardelli, che domani le suonerà per la prima volta dopo secoli. Con lei un ensemble di tredici elementi (archi, fiato e basso continuo), oltre a tre voci soliste (soprano, mezzosoprano e baritono): la direzione è affidata al maestro Bruno Nicoli, direttore dei complessi musicali di palcoscenico alla Scala di Milano. L’appuntamento, a ingresso gratuito, è alle 21, 15 nell’auditorium dell’istituto musicale Boccherini, in piazza del Suffragio a Lucca (centro storico). Ciardelli – originaria di Pietrasanta – attualmente si sta perfezionando al Royal College of Music di Londra e a settembre parteciperà ad una prestigiosa competizione statunitense. Il suo lavoro di ricerca sulle composizioni dei Puccini senior è stata resa possibile grazie a una borsa di studio concessa dall’associazione lucchese Animando, che sta favorendo studi e indagini per il recupero del Settecento musicale a Lucca. Nella città il gruppo, insieme con altri sodalizi locali, ha dato vita a una stagione dedicata proprio a quell’epoca e della quale il concerto di venerdì fa parte. (Paola Taddeucci)