Finalmente il nostro Festival

Andrea Giacomelli

Andrea Giacomelli, ideatore e fondatore di Attivarti.org, spiega come è nata la tre giorni ospitata nella Val di Farma

di ANDREA GIACOMELLI* ingegnere ambientale, ideatore e fondatore di Attivarti.org

Una tre giorni a base musica e altezza scienza più cultura è un’idea cui pensavamo dal 2010, dopo la prima festa di Capo Danno in piazza del Popolo. Allora ingaggiammo un gruppo psycho-garage-beat per festeggiare tre anni di storie, dal progetto della Palla a 21 a Chicago in poi, e dare un senso di giro di boa in una regata che prosegue da allora. Vennero 40 persone da fuori Toscana: non solo fan del gruppo, ma anche gente che seguiva le nostre vicende ed era curiosa di conoscere il nostro campo base. Ripartita la comitiva, la prima domanda di Antonella Pocci, allora titolare del bar la Combriccola a Torniella fu: «Quando si rifà?». La risposta fu l’idea di un festival di tre giorni, che volevamo chiamare Bosco Riserva, sia come traduzione volutamente maldestra di Woodstock, che per ammiccare alla vastità dei boschi nella Val di Farma e alle riserve naturali che ospita. Scritto il progetto, restava da trovare l’occasione per attuarlo.

La congiuntura si è presentata tre settimane fa. Ci siamo ritrovati: una festa di compleanno traslata di due settimane per aspettare l’arrivo di una collega che non doveva mancare; la mancanza di segreteria degli Etruschi from Lakota, per cui una data fissata il 17 slitta al 18 causa iniziale dimenticanza del saggio di chitarra degli allievi di Simone Sandrucci a Pontedera; la voglia di suonare dei ragazzi di Chiusdino (ma con tastierista di Torniella); una serata fissata con un’associazione grossetana che un lunedì al mese organizza presentazioni; una bozza di mappa fatta da Enzo Panerati di Torniella e Paola Bartalucci di Piloni che giaceva da mesi e che volevamo condividere con i paesi a Natale.

Se piove, la Valle ha spazi al chiuso per ospitare un gruppo allargato di amici, per cui ci siamo detti: «Questo è il nostro festival». Qualcuno ci vede un filo di serendipità, altri un percorso in direzione ostinata e contraria che dura da dieci anni. Sarebbe interessante sentire cosa ne pensate voi: scrivete a mappare@attivarti.org. La risposta più originale avrà un omaggio recapitato dalla Valle che non c’è.