A misurare il buio nella valle che non c’è

I borghi della Val di Farma. Foto scattata da Piloni, al centro Torniella, all’orizzonte Scalvaia (Foto di Andrea Giacomelli)

Fra Grosseto e Siena, nel borgo di Torniella, il Festival d’Inverno per m(')appare il territorio

GROSSETO. Si apre sabato 17 dicembre 2016 il Festival d’inverno nella Valle che non c’è, ma che si può trovare. Basta avere la mappa giusta. Basta m(’)appare, cioè guardare con uno sguardo che va oltre le convenzioni: geografiche, sociali, culturali. La Valle che non c’è è la Val di Farma, una “quota” di Maremma-non Maremma. Prendi una cartina della Toscana, traccia una riga che unisce Grosseto a Siena e proprio a metà ci troverai Torniella, frazione-mignon di Roccastrada. Parte tutto da qui: l’appuntamento è per oggi – ma il Festival continua domani e lunedì – nella piazza del Popolo di Torniella, alla sede della Filarmonica del borgo perché la musica in questo festival è colonna portante oltreché sonora.

DOVE È. Una vita fa, da queste parti ci arrivavi percorrendo la vecchia statale Senese-Aretina. Ora i turisti ci capitano per sbaglio: del resto perché incunearsi in questa landa desolata, dove ci si orienta con cartelli scritti a mano dai residenti, quando a portata di mano c’è San Gimignano? Eppure qualcuno ha pensato di farci – in pieno inverno – un festival. Tutto si snoda tra Torniella, Piloni e Scalvaia – tre borghi di cacciatori e antiche tradizioni mai perse – cioè nell’arco di una manciata di chilometri, ma la Valle che non c’è si estende per 120 Kmq.

IL FESTIVAL. Saranno tre giorni di musica dal vivo, con cinque appuntamenti tra cui il concerto degli Etruschi from Lakota (domenica 18 dicembre); passeggiate lungo la valle e pranzi e cene a base di specialità locali; una serata fotografica, gran finale, lunedì 19 dicembre dalle 21 a Grosseto: all’associazione Riflessi, a Gorarella, ci sarà “40 anni fotografando ambiente e territorio” , ovvero “m(’)appare” con Maurizio Bacci; presentazioni e cerimonie un po’ fuori dall’ordinario: ad esempio, domenica 18 dicembre, alle 22, a Torniella, c’è la consegna dei buiometri. Vuoi misurare il buio? Non potevi trovare luogo migliore: la Valle che non c’è è uno delle location più buie del Belpaese, o – se preferisci – dove la volta celeste si rivela in tutto il suo firmamento perché lì c’è meno inquinamento luminoso che altrove.

Per il dettaglio, visitaattivarti.org , l'associazione promotrice della tre giorni, e clicca il link “Festival d’Inverno in Val di Farma”. E per prenotarti, il numero è 3511337020. Puoi anche scrivere un’email a mappare@attivarti.org anche nel caso in cui tu non potessi partecipare ma fossi interessato alle attività passate e future dell’associazione.

COSA C’È DIETRO. La tre giorni è una festa di compleanno: dieci anni di attività di un gruppo di lavoro attivo dal 2006, le cui competenze e attività sono confluite in Attivarti.org, l’associazione per m(’)appare, nata nel 2011 a Torniella. Ideatore e fondatore è un ingegnere ambientale, dottore di ricerca in idrologia: Andrea Giacomelli. Arrotoliamo la pellicola. Nel 2006 Giacomelli ha un’idea che gli frulla in testa: esportare a Chicago la Palla a 21 (o palla eh!), antico gioco praticato nei borghi collinari tra il Basso Senese e l’Alta Maremma grossetana. Chiama lo zio Augusto Cerreti di Torniella e lo incarica di mettere su una squadra di giocatori. Il 4 gennaio 2007 al bar del borgo La Combriccola c’è: Mario Straccali, elettricista della Lucchini di Piombino e Claudio Spinosi, muratore detto Bob, entrambi di Torniella; c’è Alessio Serragli, 25 anni, geometra, di Scalvaia; Andrea Bartalucci, barista di Piloni. E la Palla 21 approderà negli Usa. Il modello delle attività di Attivarti.org è questo: le competenze di ingegneri, informatici, geografi, archeologi si mixano con le conoscenze che custodisce la gente de Noantri, della comunità dei tre borghi. Il risultato? Sorprendente.

L'ombra del campanile di Torniella proiettata in cielo dal faro sul tetto della chiesa, fotografata dall'astronomo ungherese Kolláth Zoltán nel 2015 durante la campagna di misure Loss of the Night.

M(’)APPARE. L’associazione ha realizzato e diffuso contenuti digitali, mostre fotografiche, campagne di citizen science, workshop di ottava rima, reportage. È così che indaga con uno sguardo “altro” le dinamiche di territori sconosciuti ai più e ne valorizza le risorse culturali e ambientali. Intercetta il loro “respiro”: qualcuno direbbe il Genius loci. Un esempio? Domenica 18 dicembre alle 21, a Torniella verrà presentata la Mappa di Comunità della Val di Farma: le mappe tecniche ufficiali di questa quota di Maremma sono state date in mano a cacciatori e fungaioli autoctoni. Ne è nata una carta “dal basso” - di comunità - con cui la gente del luogo ha rispolverato toponimi che si erano persi nella notte dei tempi.