Una chance per Villa Mirabella, rudere fuori e tesoro dentro

L'esterno della villa

Sos al governo per chiedere il recupero della splendida struttura al Gabbro, nel comune di Rosignano

GABBRO. Ci sono voluti 32 anni affinché villa Mirabella, uno dei rari edifici in stile neoclassico presenti nel livornese, uscisse finalmente dall'oblio. Il Comune di Rosignano Marittimo, proprietario della villa, ha invitato tutti i cittadini a mandare, entro il 31 maggio, una email al Governo per ricevere finanziamenti da destinare al recupero della struttura. L'occasione è ghiotta: attraverso una delibera, la Presidenza del Consiglio dei ministri ha lanciato l'iniziativa bellezza@governo.it. Un progetto, per il quale sono stati stanziati 150 milioni di euro, che consiste nella segnalazione di luoghi abbandonati da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività. Eppure, il nostro giornale, da anni segnala la bellezza dello struttura e lo stato di degrado in cui riversa la villa, abbarbicata su una collinetta alle porta di Gabbro, frazione del comune di Rosignano Marittimo.

Una villa nascosta tra la vegetazione, quasi invisibile all'occhio del viaggiatore, per questo forse poco conosciuta anche dai residenti dello stesso Comune, eppure di una bellezza suggestiva da mozzare il fiato ancora oggi, nonostante cada a pezzi. Lasciata la Statale 206 ed imboccata la strade per raggiungere il borgo collinare di Gabbro, poco dopo la fornace, girando lo sguardo a sinistra, solo un occhio attento può vedere ergersi tra i cipressi e la vegetazione, il tetto della struttura. Lungo la strada, un solo cartello indica la sua esistenza. Per raggiungere villa Mirabella occorre passare di fianco ad una casa colonica e iniziare la breve salita che porta sotto le mura che circondano il suo giardino ormai incolto.

Uno scatto dell'interno

I pochi visitatori che non si fanno intimidire dal cartello affisso su uno dei muri che circondano il giardino della villa e che vietano l'accesso all'immobile perché «pericolante», scoprono un gioiello di rara bellezza, eppure dimenticato. Lo ha fatto, di recente, Elena Tedeschi residente a Livorno che cura il blog Viaggiare Oltre. E da quella “incursione” pacifica e virtuosa è scaturito un tam-tam che ha avuto molti meriti.

«Ho scoperto la villa per caso mentre facevo un giro in bicicletta - dice - ed ho scattato molte foto che ho pubblicato sul blog e sui vari social. Fotografie che hanno ottenuto un gran numero di condivisioni». Lo scopo? »Riaccendere l'interesse attorno a questo gioiello». All'interno del piano nobile al quale si accede da una scala scenografica, le antiche decorazioni riescono ancora a emergere dall'intonaco dai colori pastello; intonaco che si sta inesorabilmente sgretolando così come le torrette in stile neogotico con pietre a vista. Gli affreschi si contrappongono ai più recenti graffiti, segni di recenti frequentazioni di quei saloni dai soffitti a volta o a cassettoni. Al piano terra invece, rifiuti, scarti edili, contenitori di vernici abbandonati, sedie rotte, calcinacci ovunque. Il portone d'accesso è stato sfondato più volte; le torrette che portano al giardino superiore, si stanno sgretolando così come la piccola cappella con pareti e soffitti decorati da affreschi tardo barocchi.

La villa fu costruita nel 1761 dalla famiglia Finocchietti. Nel 1872 venne acquistata dalla marchesa Deghanthuz Cubbe: il giardino sarà ampliato ed arricchito di strutture neogotiche. All'inizio del 1900 villa Mirabella fu ceduta alla marchesa Teresa Ripa di Meana e nel 1911 la proprietà passò alla Società Civile. L'edificio fu adibito anche a Lazzaretto dopo la scoppio dell'epidemia di febbre spagnola. Nel 1934 venne acquistata dal Monte dei Paschi di Siena che in seguito la vendette alla famiglia Paladini. Negli anni '50 del secolo scorso fu adibita a casa colonica. Il 17 gennaio del 1984 la villa venne donata al Comune di Rosignano Marittimo con vincoli sulla destinazione d'uso di tipo socio culturale al fine di garantirne l'uso collettivo.

Nel 1998 l'allora sindaco del comune di Rosignano Marittimo Gianfranco Simoncini, alla ricerca di fondi, inoltrò un progetto di recupero dell'immobile alla Regione Toscana; due le ipotesi di utilizzo: un centro studi per la danza o un centro per la formazione professionale degli antichi mestieri. Tutto finì in un nulla di fatto. Sempre negli anni '90, furono eseguiti alcuni interventi per cercare di arrestare il progressivo deterioramento della struttura. Nel febbraio 2002 il Comune adottò una variante urbanistica parziale per ampliare la destinazione d'uso della villa compresa quella a carattere turistico ricettivo. Nel 2010, l'amministrazione comunale confermò la disponibilità a recepire i progetti avanzati da privati ritenendo il restauro dell'immobile troppo oneroso.

Da struttura alberghiera a sede espositiva, da centro studi collegato a qualche facoltà universitaria ad ostello, dal 2010 cala il sipario su villa Mirabella. Fino al 2015 quando il Comune di Rosignano Marittimo pubblica un avviso di manifestazione di interesse per l'acquisizione o una concessione pluriennale (massimo 50 anni) per valorizzare la struttura.

Villa Mirabella può diventare, nonostante i vincoli di destinazione d'uso, un'attività turistico ricettiva, commerciale e persino una palestra o centro benessere. Ma è ancora un niente di fatto. Adesso i cittadini hanno tempo fino al 31 maggio per scrivere al Governo e sovvertire così la sorte della villa dimenticata.