Niente neve ma ci sono le stelle e il trekking a cavallo

Lassù in montagna, nei rifugi delle Apuane e del Casentino, l’attesa del 2016 diventa un momento di condivisione e contatto estremo con la natura

di PAOLA TADDEUCCI

Lassù non c'è bisogno delle ordinanze anti-bòtti. A nessuno viene in mente di festeggiare l'arrivo del nuovo anno con petardi, girandole e fuochi d'artificio. Né con trombette, fischi, karaoke o trenini al ritmo di samba. Lassù la colonna sonora e la scenografia sono le voci e i colori della natura, tra gli animali, i boschi, le vette e il cielo a portata di mano. Il Capodanno in un rifugio di montagna è un'esperienza unica, di quelle che ti porti dentro per tutta la vita e che non smetteresti mai di rifare. Perché ogni volta la colonna sonora e la scenografia, anche nello stesso posto, cambiano.

Quest'anno, per esempio. Manca la neve, ma non il bianco: l'insolito mare candido che da giorni circonda le montagne e le fa sembrare come isole. E' l'effetto della nebbia vista dall'alto: nelle città fa dannare, lassù offre un inaspettato spettacolo. Lo strano clima di questo periodo, poi, regala alla montagna inusuali tepori diurni e straordinari cieli stellati durante la notte.

Così, anche senza la neve che si prevede arrivi solo dalla prossima settimana, le condizioni sono ancora più ottimali per vivere l'esperienza unica del Capodanno in un rifugio. Lo hanno capito bene gli escursionisti che trascorreranno la notte del 31 dicembre - e in alcuni casi anche il ponte del primo e 2 gennaio - nelle tre località montane da noi scelte tra le tante della regione: il rifugio Rossi sotto la Pania, nella catena delle Apuane, il rifugio del Lupo a Chiusi della Verna e Monte Brugiana a Massa. Capace ognuna di ospitare una trentina di persone, tutte e tre le strutture hanno già raggiunto la capienza massima.

«Abbiamo avuto tante richieste in più - racconta Antonello Chiodo, uno dei gestori del rifugio Rossi - ma non è stata una sorpresa pur essendo il primo anno, nei miei tredici di gestione, in cui manca la neve e le temperature sono miti. Per la sera di San Silvestro, quindi, non ci potrà essere la classica ciaspolata con fiaccolata. La luce delle fiaccole, però, illuminerà l'esterno del rifugio. E ovviamente, al bando i bòtti, ma non c'è nemmeno bisogno di ricordarlo a chi viene qui: il rispetto per la natura e per gli animali è legge».

La cena sarà a base di lasagne con sugo di capriolo, cinghiale con polenta, dolci e altre portate della cucina tipica dei luoghi. Piatti sostanziosi, ideali dopo l'ora e mezzo di cammino nel bosco per arrivare al rifugio, che si trova a quota 1602 metri tra le due Panie - quella della Croce e la Secca - e sotto il "Naso" dell'Uomo Morto, come viene chiamato il crinale che lega le due montagne.

Per il dopo cena partite a carte, chiacchiere davanti al camino o camminate sotto le stelle. «Il bello di queste serate - prosegue Chiodo - è che non finisce tutto a mezzanotte o poco più. Le ore vanno via in totale relax. Ci si conosce, si parla, non ci sono barriere tra il gestore e i clienti, si diventa amici, si condividono momenti di totale comunione con la natura. Chi sceglie un Capodanno così ha voglia di mettersi in relazi. one, ma in maniera totalmente diversa da quella che si cerca nelle piazze». Al risveglio, poi, un'escursione fino al "Naso" o, per i più esperti, l'ascesa alla vetta della Croce, a 1858 metri d'altitudine. Per tutti il superbo panorama sulle altre cime apuane.

Diverso lo scenario intorno al rifugio del Lupo, piccola fattoria-agriturismo di montagna, a mille metri, confinante con il parco delle Foreste Casentinesi e situata nella Valle Santa, vicino al santuario francescano di La Verna e all'eremo di Camaldoli. I boschi sono la sua cornice, le musiche della natura il leitmotiv, tra i bramiti dei cervi e gli ululati dei lupi. Poi ci sono tutti gli animali - cavalli, mucche, maiali, tacchini, conigli, cani - di Mauro Armici e Laura Favarato, i giovani fattori-albergatori. Per San Silvestro e per Capodanno avranno una trentina di ospiti, ai quali hanno affittato le casette dell'agriturismo. «Faranno tutto da sé - spiega Mauro - ma ci ritroveremo insieme fuori, davanti al fuoco, per salutare il nuovo anno».

Profuma d'antico, infine, la serata a Monte Brugiana, rifugio ai piedi del versante massese delle Apuane, nel cuore del Parco. «E' un piccolo mondo a parte - dice il gestore Paolo Monteleoni - immerso nel bosco, con i cavalli liberi d'intorno, la casa che sa di sassi, legno e castagno, la cucina di Antonella a base di ricette tipiche massesi. Tutto molto semplice, ma proprio per questo particolare. Saremo in trenta». E il giorno di Capodanno sia la mattina che nel pomeriggio, per chi lo vuole ed è pratico di equitazione di montagna, tutti in sella ai cavalli - ce ne sono una ventina - per un trekking lungo i sentieri e nei boschi che circondano questo angolo incontaminato in mezzo alla natura.