La preside più detestata scivola sui rimborsi auto

Spauracchio di studenti e genitori, si faceva rimborsare l'auto per raggiungere i licei carraresi. La Corte dei Conti l'ha condannata a restituire mille euro

Si è rimborsata le spese per l’uso dell’auto e ha esagerato. Perciò lo Stato ha preteso il rimborso. Non si parla di cifre esagerate. Ma di «gravi negligenze nel comportamento» della preside di ferro che attirano l’attenzione della Procura della Corte dei Conti. Proprio così. La magistratura contabile della Toscana condanna Filomena La Pietra, la temibile dirigente scolastica della Versilia oggi in pensione, a rimborsare 1000 euro al ministero della Pubblica istruzione.

LO STATO CONTRO LA PRESIDE

La notizia è destinata a fare scalpore. Non tanto per l’importo, una quisquilia, quanto per la protagonista. Lungo la costa, per anni, la preside a scuola ha seminato sconcerto fra alunni, genitori e personale, ovunque sia andata. Contro di lei sono nati comitati e, per fare luce sul suo operato, è stata presentata anche un’interrogazione parlamentare in Senato. Nulla, comunque, l’ha fermata. Fino ad ora. Certo il procedimento della Corte dei Conti può essere definito un incidente di percorso. La decisione potrebbe anche essere ribaltata in appello. Tuttavia è un fatto che contro la dirigente abbia deciso di procedere la Procura della Corte dei Conti. Obiettivo: chiarire se la dirigente avesse o meno causato un danno erariale (da 1.761,20 euro) nel 2011-2012.

L’AUTORIMBORSO

In quell’anno scolastico, Filomena La Pietra non è solo preside al liceo scientifico Michelangelo di Forte dei Marmi; riceve anche la reggenza del liceo linguistico, classico e scienze sociali “Montessori-Repetti” con sedi a Marina di Carrara e Carrara. Proprio in virtù del ruolo ricoperto il 22 novembre 2011 chiede all’Ufficio scolastico regionale per la Toscana di essere autorizzata a utilizzare la propria auto per spostarsi da un istituto all’altro: soluzione più veloce e più economica, sostiene. Secondo la ricostruzione della Corte dei Conti, meno di un mese dopo, il 6 dicembre 2011, con la determina “Liquidazione rimborso spese per l’espletamento dell’incarico di reggenza”, Filomena La Pietra dispone che il direttore dei servizi generali amministrativi dell’istituto «provvederà a liquidare a favore dello scrivente gli importi relativi al rimborso per l’uso del mezzo proprio, in relazione all’espletamento dell’incarico di reggenza». In parole povere, Filomena La Pietra autorizza il funzionario della scuola a liquidarle il rimborso spese.

CINQUE ATTI DI RIMBORSO

Infatti, i due - dirigente scolastico e dirigente amministrativo - firmano 5 mandati di pagamento (fra 2011 e 2012) a titolo di «indennità chilometrica per espletamento incarico di reggenza», calcolando gli importi sulla base dei parametri indicati dalla legge di riferimento del 1978. Ma secondo la Procura della Corte dei Conti questo avrebbe arrecato un danno erariale dal quale viene escluso il direttore amministrativo. Al contrario, per la Procura della Corte dei Conti la condotta della dirigente scolastica avrebbe costituito «danno ingiusto con comportamento gravemente colposo sia in relazione alle richieste di rimborso sia per la sottoscrizione dei mandati di pagamento».

SOLUZIONE PIÙ ECONOMICA

Di altro avviso la preside. Che ritiene generico e indeterminato l’atto di citazione della Corte dei Conti; infondata la domanda risarcitoria del pubblico ministero contabile «visto che l’utilizzo di un mezzo di trasporto diverso dal proprio (auto di servizio o noleggio) avrebbe comportato spese maggiori per il ministero che si ritiene danneggiato».

CONDOTTA NEGLIGENTE

La conclusione della magistratura contabile, però, è diversa. Secondo la Corte dei Conti della Toscana, infatti, il comportamento della dirigente scolastica non ha rispettato il requisito di «maggiore economicità per l’amministrazione nel caso di utilizzo del mezzo proprio», stabilito dalla normativa più recente. Nel caso specifico dalle misure di contenimento della finanza pubblica specificate nel decreto legge 78/2010 poi convertito a luglio: il concetto espresso in questa norma - ribadisce la magistratura contabile - è stato poi ripreso dalla Ragioneria dello Stato nella circolare il 23 settembre 2010 e dall’Ufficio scolastico Regionale della Toscana il 26 ottobre 2010. Perciò la «condotta della dirigente Filomena La Pietra appare connotata da grave negligenza sia nell’adozione della determina con cui si autoliquidava il rimborso spese nell’uso dell’auto propria, sia per la successiva presentazione delle richieste di rimborso spese per l’espletamento dell’incarico di reggenza». Ma per la Corte, 1000 euro - invece di 1.700 - possono bastare a chiudere la faccenda. Purché la dirigente paghi gli interessi legali.