Il referendum spaventa la Regione ritocca la legge

L’assessore Saccardi: studiamo una nuova norma per completare quella già varata Ma i comitati sono a quota 40mila firme e tuonano: un sotterfugio, reagiremo

Banchini davanti agli ospedali. Tavolinetti improvvisati con i moduli da firmare nei mercati rionali di mezza Toscana. Boom di visualizzazioni dei video di protesta su Internet. È un fiume che si muove la raccolta firme contro la riforma sanitaria regionale. La previsione è di raggiungere quota 40mila già per fine ottobre, traguardo inaspettato fino a qualche mese fa.

E monta pure la polemica con il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani accusato dai comitati promotori del referendum di rallentare le procedure per stampare altri moduli per la consultazione popolare che punta ad abrogare la legge 28/2015 con la chiamata alle urne dei toscani entro la primavera.

Saccardi e comitati. Il referendum è una “bomba democratica” pronta ad esplodere? È tutto da vedere. Di sicuro punta a ribaltare la legge approvata in corsa sul finire della passata legislatura. Ma l'assessore alla sanità Stefania Saccardi reagisce: «C'è chi fa i referendum e chi fa le leggi. Io preferisco fare le leggi per migliorare la qualità del sistema a favore dei cittadini e c'è chi invece, con un referendum, vuole conservare lo stato attuale delle cose e mantenere in vita 12 Asl e le aziende ospedaliero-universitarie. Facciamo mestieri diversi».

Eppure i comitati sentono puzza di bruciato. A loro non piace l'accentramento dei poteri sanitari nelle mani di Rossi, gridano allo svuotamento degli ospedali periferici, ai 2000 esuberi del personale e promuovono esposti alla magistratura, come a Pistoia. Ci va giù duro Giuseppe Ricci, presidente del Comitato referendario ed ex direttore generale della Asl 9 di Grosseto: «I cittadini non vogliono saperne nulla di questa politica sanitaria di Rossi e della Saccardi e lo dimostreremo con tutte le firme che stiamo raccogliendo». Anche se, in realtà, la riforma sanitaria oggi in discussione porta più la firma dell’ex assessore Luigi Marroni che quella di Stefania Saccardi, che ha appena assunto la delega alla Sanità.

A sostenere il referendum, sono tutti i partiti oggi all’opposizione, da FI di Stefano Mugnai alla Sinistra di Tommaso Fattori, che hanno iniziato a fare i tavoli insieme ai comitati formando una coalizione trasversale contro l'unico partito che sostiene la legge 28, il Pd.

La contromossa della Regione, Eppure sembra che la giunta regionale stia già preparando la contromossa per disinnescare la bomba del referendum. Un'altra legge nuova di zecca per spiazzare i comitati e impedire la possibilità di chiedere il giudizio dei cittadini sulla riforma sanitaria. È la stessa Saccardi che cerca di trovare una via di uscita: «I nostri tecnici stanno lavorando per dare vita a una norma di riordino che completi i principi della legge 28. La presenteremo a fine settembre in consiglio regionale e spero che entro l'anno venga approvata. Conservare l'esistente – aggiunge - non è una risposta ai problemi complessi della sanità».

Attentato al referendum. Ma Giuseppe Ricci risponde per le rime: «L'integrazione di cui parla la Saccardi è un sotterfugio. Cosa faranno? Scommetto che modificheranno la vecchia Legge 40 sulla sanità. C'infileranno dentro una serie di emendamenti con gli stessi argomenti della 28: le aree vaste, i direttori di programmazione, gli esuberi». Un'azione possibile che al momento rimane tutta sulla carta e di cui l'assessora Saccardi non parla. Ma i comitati sono già pronti a dribblare l'escamotage che avrebbe un solo obiettivo: vanificare il referendum abrogativo.

«Visto che la sostanza degli emendamenti non cambierà, ci rivolgeremo al Collegio di garanzia (una sorta di Corte costituzionale regionale) e chiederemo di trasferire i nostri quesiti referendari alla nuova legge 40», promette Ricci. E finirà che i toscani saranno chiamati comunque ad esprimersi sulla bontà della riforma sanitaria.

Intanto, però, la polemica in consiglio regionale è diventata rovente. Grida allo scandalo Mugnai: «Il Pd prova a imbavagliare i cittadini. Fermiamoli», mentre Fattori chiama all'adunata generale: «Se ci provano, chiamerò tutti i gruppi politici e bloccheremo i lavori del consiglio usando tutti i tempi disponibili per gli interventi».