Quel treno non doveva passare dalla galleria

La Procura apre un’inchiesta sulla porta volata via per l’incrocio con una Freccia E’ un modello adatto per il servizio metropolitano. Interrogazione dei 5 Stelle

L’ingresso del “Jazz” in galleria non era programmato, tanto che ha colto di sorpresa anche la Regione. I nuovi convogli prodotti da Alstom sono concepiti per il servizio metropolitano e non per le medie-lunghe distanze. Ma lunedì c’è stato un cambio di rotta con la conseguenza che si è sfiorata la tragedia nella galleria di San Donato, quando una porta del treno è volata via, forse risucchiata al passaggio di un Freccia (per fortuna non ci sono stati feriti). E la Procura di Firenze, che ha aperto un fascicolo sull’episodio, vuole vederci chiaro. Nei prossimi giorni sono previsti accertamenti sul treno 3171 delle 13,54. Il Santa Maria Novella-Arezzo, normalmente un vecchio serpentone bianco e verde, l’altro ieri era un “Jazz” blu e arancio dalle quattro casse (circostanza comunque consentita a livello di sicurezza ferroviaria).

«Lo prendo spesso – spiega Claudio Finocchi, fra i passeggeri che hanno assistito allo spaventoso volo della porta – e mai ho trovato un Jazz, anche perché a bordo non ci staremmo tutti. Forse lo hanno preferito per la scarsa affluenza». Trenitalia – da noi sollecitata – conferma la peculiarità metropolitana del Jazz, aggiungendo però che «per necessità organizzative» sia lunedì che in passato qualche corsa Firenze-Arezzo è stata effettuata con il convoglio Alstom. Non è quindi la prima volta che viaggia in quella maledetta galleria, dove le Frecce passano a 200 chilometri all’ora creando violenti spostamenti d’aria. Una scelta che può anche non essere comunicata alla Regione, che infatti ne era all’oscuro. Sta di fatto che il Firenze-Arezzo delle 13,54 non potrebbe essere di questa tipologia. Secondo il contratto di servizio in vigore, infatti, il 3171 deve avere 464 posti a sedere e non 216 come l’altro giorno. I Jazz, nella configurazione più lunga, ne offrono 290. È quindi evidente – come conferma l’assessorato regionale ai trasporti – che se un ispettore fosse salito a bordo avrebbe contestato a Trenitalia una non conformità (appena 4.000 euro di multa, secondo le penali del vecchio e morbido contratto).

Sicuramente, di fronte alla tragedia sfiorata, è un dettaglio. Utile però a capire come in quella tratta e quell’ora il Jazz non fosse certo la scelta migliore. L’incrocio con il Freccia – ma saranno gli accertamenti a stabilirlo – potrebbe aver dimostrato come le porte dei nuovi convogli non siano in grado di sopportare lo spostamento d’aria prodotto dai treni ad alta velocità. Motivo per il quale i deputati Massimo Artini e Samuele Segoni hanno presentato due interrogazioni al ministero coinvolgendo anche l’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e le Fs. Lunedì è successo questo, come confermano i pendolari a bordo. Con ogni probabilità è stato il Frecciargento 9426 (Roma-Venezia delle 12,50, fermatosi a Firenze alle 14,22) ad aver incrociato il regionale. Con la porta che è volata via, come accaduto a un Vivalto nell’aprile del 2012. Da quel momento i treni a due piani, prodotti dalla Breda, non possono più entrare in galleria se dall’altra parte c’è una Freccia. Un provvedimento inevitabile, ma al tempo stesso un serio problema per la Regione, che ha puntato tutto sull’ammodernamento del parco mezzi. In pratica solo i convogli più vecchi ora possono passare sotto San Donato. Escludendo anche i Jazz significa che i 12 treni che stanno per arrivare in Toscana – sui quali sono stati investiti 80 milioni di euro e che si aggiungeranno ai tre attuali – hanno già delle restrizioni di circolazione.