Cave in quota verso lo stop e piscine solo se rimovibili

Soltanto tre giacimenti di marmo potranno svilupparsi oltre i 1200 metri Ora la palla passa al ministro Franceschini che oggi a Roma incontra Rossi

FIRENZE. Alla fine il tanto discusso piano del paesaggio se lo giocano oggi nell'incontro di Roma il presidente della Regione Enrico Rossi e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Almeno per quanto riguarda il parere che deve esprimere il ministro sull'adesione o meno del piano al Codice dei beni culturali. La seduta fiume del vertice di maggioranza di ieri con il presidente Rossi e l'assessore Marson è stata pesante. Oltre dodici ore di discussione a porte chiuse dentro le stanze del gruppo Pd in consiglio regionale. Ma andavano trovati i punti di accordo. Anche perché il parlamentino di Palazzo Panciatichi è alle battute finali e il ricandidato presidente Rossi voleva portare a casa un altro punto a suo favore dopo l'approvazione della riforma sanitaria e della prima legge sulle cave che ha cancellato le “cave private” carraresi.

I termini dell'accordo. Due gli argomenti trattati: gli arenili sulla costa e le cave sulle Alpi Apuane. E l'intesa sul piano paesaggistico mette in fila una serie di regole condivise. Sarà vietato costruire villette e piscine in cemento sulle dune e sugli arenili. La piscina sulla spiaggia è accettabile se rimovibile. Tu stabilimento balneare la monti d'estate e la togli d'inverno. Non saranno permessi neanche nuovi insediamenti residenziali entro i 300 metri dalla battigia, mentre sarà possibile la ristrutturazione di attività turistiche già esistenti. Per quanto riguarda le cave sulle Apuane, possono continuare a svilupparsi tre cave sopra i 1200 metri – tra cui quella di Minucciano – che sono legate a paesi che vivono di questa attività. Le altre sopra i 1200 andranno avanti fino all’esaurimento delle autorizzazioni. Poi c'è il capitolo cave dismesse dove l'allargamento del fronte del 30% è fissato all'ultima autorizzazione concessa. Verrà deciso stamani, nella prosecuzione della riunione, quando è possibile riaprire la cava. Ci sono due orientamenti: che la cava non sia dismessa oltre i 20 anni o senza limite temporale.

La riunione-maratona. All'inizio della discussione sono volati gli stracci tra l'assessore Marson e Pellegrinotti. Il Pd era impuntato sul mantenere il suo maxiemendamento. Gli altri consiglieri – tra cui Gazzarri e Manneschi – non lo avrebbero mai votato. Con il passare delle ore i toni si sono ammorbiti, il cesello delle definizioni scheda per scheda dei territori ha reso l'atmosfera più respirabile. Alle battute iniziali la linea dello scontro correva sulle Apuane e sull'opportunità o meno di riaprire le vecchie cave sopra i 1.200 metri. La battaglia poi si è spostata sul litorale. E spuntava la questione se gli alberghi e gli stabilimenti balneari potessero o meno piazzare vicino alle dune delle strutture permanenti o rimovibili.

I due fronti. Da una parte c'erano coloro che avrebbero voluto allargare le maglie del piano per ragioni economiche ed occupazionali. A guidare il fronte stavano in prima fila il presidente della Sesta Commissione Territorio e Ambiente Gianfranco Venturi, e il segretario della Commissione Ardelio Pellegrinotti. Sono tutti e due del Pd, come il governatore Enrico Rossi. Ma loro non ci stavano a buttare nel cestino mesi e mesi di lavoro di ridefinizione del piano sulla base delle 600 osservazioni pervenute. Anche se il presidente aveva minacciato che se non arrivava un accordo avrebbe riportato tutti ai nastri di partenza, ossia alla versione originale. Dall'altra parte c'era l'assessore all'urbanistica Anna Marson. Lei aveva sempre appoggiato il piano del paesaggio così com'era stato approvato in prima battuta nel luglio scorso. E se il vertice di maggioranza avesse preso quella direzione sarebbe pure tornata a galla la sintonia con Sel.

A fine giornata il consigliere aretino di Popolo toscano, Marco Manneschi, è soddisfatto: «Credo che il lavoro che abbiamo quasi portato a termine sia stato proficuo. Siamo riusciti a trovare dei punti di incontro. Ma soprattutto abbiamo recuperato il rapporto tra la tutela del paesaggio e il mantenimento delle attività produttiva». Un obiettivo perseguito con pervicacia da Rossi.