Paesaggio, scoppia un'altra guerra: il presidente della commissione Ambiente contro il ritorno al passato

Una cava di Carrara: uno dei punti di scontro per il nuovo Piano del paesaggio

Venerdì il governatore aveva chiuso la giornata politica con un affondo a sorpresa: "Se non si trova un accordo si torna al piano originale". La replica di Venturi: il nostro lavoro non può essere cancellato e basta

FIRENZE. No, intere giornate di confronto e discussione non possono essere gettate alle ortiche. Potrebbe essere così riassunto il duro intervento di Gianfranco Venturi, presidente della VI Commissione Urbanistica e Ambiente in replica all'idea del presidente Enrico Rossi che, senza tanti giri di parole, ha dichiarato che, in casi di mancato accordo sul Piasno del paesaggio (Pit), si tornerà al testo originale, "quello - dice il governatore - già approvato a larga maggioranza e dall'assessore Marson".

Come si diceva, la replica di Venturi non si è fatta attendere. "Leggo questa mattina sulla stampa alcune dichiarazioni attribuite al presidente della Regione Enrico Rossi relativamente alle modifiche al Pit uscite dalla commissione e che saranno prossimamente sottoposte al voto del consiglio regionale. In particolare leggo che, mancando un accordo si dovrebbe tornare al precedente testo adottato. Preciso subito che se questo è l’orientamento non credo di poterlo condividere".

E Venturi spiega anche i motivi. " In primo luogo l’adozione del Pit, avvenne con un ordine del giorno nel  quale si precisava chiaramente che i tempi di presentazione del piano non avevano consentito un esame approfondito della copiosa documentazione allegata e che in sede di controdeduzioni alle osservazioni sarebbe quindi stato possibile recuperare alcuni aspetti che permanevano critici. Non a caso infatti, la stessa Presidenza ha opportunamente provveduto ad aprire appositi tavoli di confronto con le categorie interessate. La stessa giunta nella sua delibera di risposta alle oltre 600 osservazioni, ha  proceduto ad introdurre ampie modifiche al testo adottato ritenendolo evidentemente bisognoso di correzioni  tutt’altro che formali . Si tratta di modifiche che evidentemente decadrebbero tornando al testo adottato".

E inoltre: " La commissione consiliare da me presieduta,  si è riunita per discutere sul Pit più di quanto abbia fatto su ogni altro argomento e, lavorando per intere giornate ha discusso centinaia di emendamenti ai vari allegati del piano, accogliendo molte volte nuove formulazioni e mediazioni che sono state votate  sempre dal  gruppo Pd , spesso anche da parte della minoranza e talvolta alla unanimità . Tutto questo nasceva dallo sforzo di dare risposte alle osservazioni venute dal territorio della Regione, dalle sue istituzioni e dalle forze produttive che su di esso operano. I risultati possono presentare limiti o possono non piacere ma sono frutto di questo percorso, che certo non possiamo derubricare a mera ginnastica istituzionale. Concordo che puo essere utile ed opportuno al termine di questo percorso compiere una rilettura complessiva del lavoro svolto per rimuovere eventuali contraddizioni tra le varie parti,  apportare alcuni aggiustamenti anche di natura tecnica su parti che possono non essere chiare o anche riproporre in aula richieste di modifica che possono essere apparse eccessive, ma questo è cosa diversa rispetto ad una rivisitazione complessiva del testo uscito dalla commissione".