Ruscany ko, crollano i turisti di Mosca

Rublo debole e voli più cari: 7.900 presenze in meno. E a complicare tutto ci si mettono anche i giapponesi: calo dell’8,5%

Prima le difficoltà economiche interne, con le rispettive monete, rublo e yen, che hanno perso in pochissimi mesi gran parte del loro valore. Poi,almeno in un caso, gli “ostacoli” politici messi uno dopo l’altro in risposta alle sanzioni dell’Unione Europea per la crisi dell’Ucraina. Ma anche un aumento dei biglietti aerei che costano fino al quaranta per cento in più e l’obbligo imposto dal presidente Vladimir Putin di far rientrare i capitali addirittura anche per chi è residente all’estero. Il risultato, che per adesso è soprattutto un forte segnale d’allarme, potrebbe essere addirittura devastante, almeno per alcune località strategiche, a cominciare dalla Versilia e da Forte dei Marmi: russi e giapponesi, “big spenders”, cioè tra i più “grandi spenditori” di coloro che frequentano l’Italia e la Toscana, cominciano a mancare all’appello e il trend potrebbe addirittura prolungarsi per tutto il 2015.

Ruscany addio. Insomma,alcune certezze cominciano a tentennare ed anche la Ruscany, come chiamò appena pochi mesi fa la Toscana invasa dai russi il prestigioso quotidiano britannico The Guardian/The Observer alludendo al Chiantishire degli inglesi ed alla Toskana dei tedeschi, sembra perdere un pezzetto consistente. «In realtà, si tratta di una situazione che riguarda soprattutto gli ultimi tre mesi - sottolinea Paolo Corchia, presidente toscano di Federalberghi -, ma il calo è forte e preoccupante soprattutto nel segmento medio-alto e delle famiglie, mentre è poco significativo per le persone con altissime possibilità economiche: per i russi si parla di una flessione degli arrivi di almeno il 30-40 per cento, ma in realtà è il mercato stesso che si è fermato. E a Forte dei Marmi, definita dal New York Times “il parco giochi dei russi”, se ne risente più di altre località».

Allarme numeri.Gianfranco Lorenzo, responsabile studi e ricerche del Centro di studi turistici di Firenze, conferma i cali (vedi anche tabella): su 7,3 milioni di pernottamenteidei russi in Italia un calo di circa il 7 per cento, mentre per la Toscana, su 711.600 notti, la flessione è del’1,1%, percentuale equivalente a circa 7.900 presenze in meno. Passando ai giapponesi, in Italia dovrebbero attestarsi a quota 2,6 milioni, con un calo di circa l’11%, mentre in Toscana si stima che il mercato si fermi a 504.300 pernotamenti con un calo dell’8,5% sul 2013. Lorenzo ha anche tracciato un identikit di queste due tipologie di turisti. «Tre sostanzialente i target in arrivo da Mosca - spiega -: clientela molto ricca e particolarmente esigente; giovani professionisti che considerano la vacanza come uno uno status symbol; famiglie emergenti della classe media che sono ora il segmento che ha fatto registrare un segno negativo e che continuerà anche nel 2015. I giapponesi sono invece divisi tra la generazione dei 60enni che si affacciano alla pensione, giovani e gli studenti, le coppie senza figli che viaggiano in autonomia, le famiglie con bambini che cercano soggiorni meno costosi».

Nodo promozione. In tutto questo, si inquadra il problemna della promozione, sia verso i visitatori che mancano all’appello, sia nei confronti di eventuali alternative.«Vedremo nelle prossime settimane come si evolverà la situazione - commenta Pier Luigi Masini, segretario generale toscano di Federalberghi -, ma dobbiamo tenere presente che anche intervenire sulla promozione non è semplice: dal momento in cui si appronta una strategia in questo campo, ci vogliano infatti 8-9 mesi per ottenere risultati. E resta il nodo dei provevdimenti presi dall’Ue nei confronti di situazioni come quella dell’Ucraina: chiaramente siamo preoccupati».