Spicca il volo “La capinera” di Mogol e Gianni Bella

LUCCA. Non ne volle sapere, la prima volta che gli fu proposta. «Gianni Bella – pensò – non può comporre un'opera lirica, pur essendo uno degli autori pop più importanti nel mondo». Invece Mogol, il...

LUCCA. Non ne volle sapere, la prima volta che gli fu proposta. «Gianni Bella – pensò – non può comporre un'opera lirica, pur essendo uno degli autori pop più importanti nel mondo». Invece Mogol, il celebre autore di hit che hanno fatto la storia della musica italiana, fu costretto a ricredersi. E di quell'opera non solo ha scritto i testi, ma oggi è particolarmente orgoglioso di farne parte. L'opera è “La capinera”, da “Storia di una capinera” di Giovanni Verga: due atti scritti e musicati da Bella e Mogol su libretto di Giuseppe Fulcheri e arrangiamenti di Geoff Westley, musicista che ha collaborato, tra l'altro, al “Jesus Christ Superstar di Andrew Lloyd Webber.

Per la sua presentazione è stata scelta Lucca, dove sulle colline sopra Ponte a Moriano da alcuni anni ha sede l'Accademia di Montegral, fondata e diretta dal maestro Gustav Kuhn. Perché proprio a Lucca la presentazione, dove sono intervenuti, tra gli altri, Bella, Mogol, Fulcheri e il sindaco Alessandro Tambellini? Perché Kuhn è anche fondatore e sovrintendente del festival di Erl in Tirolo, il primo “teatro” a inserire in cartellone l'opera.

La rappresentazione, tuttavia, non sarà prima del 2016 in quanto la stagione del prossimo anno è già stata stabilita. Due arie del melodramma, però, verranno cantate domani in anteprima mondiale al palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra, nell'ambito del progetto “Con Verdi nel mondo” dell'Orchestra dell'Opera italiana diretta dal maestro Michelangelo Mazza.

Ci sono poi contatti con San Pietroburgo e varie città estere, mentre in Italia per ora niente. E' Mogol a sintetizzarne le ragioni: «L'opera nuova è penalizzata dagli enti lirici, che sono costretti a presentare opere tradizionali. Ma noi non perdiamo la fiducia e speriamo di poter far ascoltare nel nostro Paese questa composizione che, lo voglio ricordare, non sarebbe mai nata senza la potenza melodica e la genialità di Gianni Bella».

Un invito che Tambellini ha recepito, augurandosi di poter ospitare il melodramma al teatro cittadino del Giglio.

Paola Taddeucci