Si vota per le Province (ma non i cittadini)

Il 12 ottobre il rinnovo dei vertici: saranno scelti da sindaci e consiglieri comunali. Il Pd rischia una nuova sconfitta a Livorno e si spacca a Massa

FIRENZE. Il 12 ottobre si voterà in Toscana per il rinnovo dei presidenti e dei consigli provinciali e per il Pd si profilano due casi spinosi. Il primo è quello di Livorno dove il candidato del Pd Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano, rischia grosso contro Giuliano Parodi, primo cittadino di Suvereto, un passato in Rifondazione, che non dispiace ai grillini. Il rischio è che si ripeta un caso Nogarin e che contro il candidato del Pd si coalizzino tutte le opposizioni.

A Massa Carrara invece il Pd si divide in due tronconi. Il candidato ufficiale è il sindaco di Massa Alessandro Volpi, al quale si contrappone Narciso Buffoni, che guida il Comune di Montignoso. Anche se il Pd regionale ha precisato che Biffoni non potrà usare il simbolo del partito.

Duelli che si annunciano cruenti per una guerra che non ci sarà. Eh sì perché con le elezioni del 12 ottobre le province come le abbiamo conosciute finora vanno in pensione, i nuovi presidenti e consiglieri non prenderanno neppure un euro e le funzioni del nuovo ente saranno dimezzate, così come il personale.

Mauro Ginanneschi, direttore dell’Upi, l’unione delle province italiane, che da Firenze sta coordinando il passaggio dalle vecchie province ai nuovi enti, spiega che con il 12 ottobre «il nome provincia uscirà dal lessico istituzionale e avremo gli enti di area vasta, una sorta di unione dei Comuni, salvo Firenze dove invece nascerà la città metropolitana».

Le province seguono lo stesso destino del Senato: sono abolite come enti eletti dai cittadini. Ma come il Senato resteranno, seppure con un altro nome, per alcune funzioni intercomunali quali la pianificazione territoriale, i trasporti, le strade, l’edilizia scolastica e i servizi ai piccoli Comuni.

regole

I nuovi organi saranno quelli del presidente e del consiglio composto da 10 a 12 consiglieri secondo la popolazione provinciale. Saranno organi che non costeranno nulla anche perché il presidente sarà il sindaco di uno dei Comuni della provincia, e quindi ha già uno stipendio. Salvo la provincia di Pistoia dove il Pd punta sulla riconferma sull’uscente Federica Fratoni. Per la provincia di Grosseto il probabile presidente sarà Emilio Bonifazi, sindaco di Grosseto. Per Pisa il sindaco Marco Filippeschi. Per Prato il sindaco Matteo Biffoni. E nei casi spinosi di Livorno e Massa Carrara chiunque vincerà sarà comunque un primo cittadino.

Gli elettori saranno circa 3mila e 500, e potranno votare solo i sindaci e i consiglieri dei comuni di ciascuna provincia.In pratica i risparmi tanto evocati dalla soppressione delle provincia si ridurranno ai risparmi sugli amministratori e i consiglieri. Si stima che su scala nazionale lo Stato risparmi sui 100 milioni.

È vero che si dimezzeranno i compiti dei nuovi enti ma le funzioni che non svolgeranno più le province passeranno alla Regione, che entro la fine dell’anno dovrà decidere quali mansioni assumerà in proprio. Ma i 4500 dipendenti delle province non spariranno. Chi non servirà più ai nuovi enti finirà sotto l’amministrazione regionale, ma gli stipendi ovviamente rimarranno invariati.

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