Bank of Fuel: benzina scontata del 40%, occasione o truffa?

L'azienda inonda la Toscana di volantini, il forte ribasso però desta sospetti. E Mastercard annuncia azioni legali: «Il nostro marchio usato illecitamente»

Se mi dai 99 euro, io te ne faccio avere 140 di carburante, non importa che sia benzina verde, gasolio, gpl o metano. Ma se invece della versione “basic” passi alla “silver”, per 149 se ne avranno 220; con la “gold” per 219 ne arriveranno 330, con la “platinum” si potrà arrivare a quota 470 spendendone però 299. Un sogno? Una realtà resa possibile da qualche mago della new economy in grado di conciliare la potenza del web con quella dei gruppi di acquisto? Oppure semplicemente uno specchietto per le allodole? Insomma, le lettere della Bank of Fuel Italia, piccola società con sede a Savona, stanno arrivando a migliaia un po’ in tutta Italia e anche in Toscana: e lo sconto promesso, cioè la possibilità di arrivare a sfiorare il 40 per cento, da una parte fa drizzano le orecchie, mentre dall’altra scatena il web facendo sorgere sia speranze che sospetti.

carteIn realtà, visto che si usano carte prepagate con il prestigioso marchio MasterCard utilizzabili in tutti i distributori ad accezione di quelli indipendenti, il primo colpo arriva proprio da questo colosso che emette carte di credito in tutto il mondo. «Non abbiamo mai intrattenuto alcun tipo di relazione commerciale o economica con la società B.O.F. Italia Srl - rispondono dalla direzione ad una domanda precisa del Tirreno -, società operante con la denominazione commerciale, di Bank of Fuel. E non abbiamo mai autorizzato in alcun modo i prodotti pubblicizzati da questa società. MasterCard, tra l’altro, sta adottando tutte le misure necessarie per perseguire l’utilizzo illecito del proprio marchio». Cioè si fa intendere chiaramente che la strada delle iniziative giudiziarie è imboccata e che presto ci potrebbero essere sviluppi anche da questo punto di vista.

IL POST SULLA PAGINA FACEBOOK DI MASTERCARD ITALIA

Sconto o truffa? Quindi, se ci si chiede se l’affare è veramente tale, la prima “rasoiata” è arrivata in tarda serata proprio da chi ha visto utilizzata la “faccia” come marchio di qualità. Sì, perché se il funzionamento è tutto sommato semplice, facendo pensare ad un modello di business tipo “gruppo di acquisto”, cioè l’acquisizione di grandi quantità di prodotto da dividere in qualche modo tra gli “investitori”, dal’altra sono troppi conti che sembrano proprio non tornare. «A seconda dalla card scelta, da pagare via carta di credito, PayPal e conto corrente postale (ma solo quest’ultima secondo chi ci ha provato sembra veramente praticabile, ndr) - dicono sul sito - la convenienza aumenta». E poi: basta qualche giorno e la tessera arriva via posta a casa? No, viene spedita il 20 di ogni mese perché «gli ordini vengono elaborati nel giro di 24/48 ore lavorative una volta ultimata la raccolta delle adesioni che termina appunto in quella data». Un meccanismo, viene aggiunto, già in uso negli Stati Uniti dove però la percentuale del risparmio si aggira sul 12 per cento.

Quel prezzo troppo stracciato. Ma è proprio il forte sconto che desta i maggiori sospetti in Rete, a cominciare dal fatto che i gestori non ne sapevano proprio nulla, mentre invece quando si tratta di punti e promozioni le notizie vengono sempre date in anticipo. Completamente all’oscuro è ad esempio Andrea Stefanelli, presidente toscano della Faib, la Federazione autonoma dei benzinai aderente alla Confesercenti, mentre il direttore fiorentino della stessa associazione, Romano Tinti, sottolinea l’impraticabilità di uno sconto che, se fosse dell’entità pubblicizzata, risulterebbe superiore addirittura allo stesso costo industriale del carburante. «Se si prende un litro di benzina verde venduta a circa 1,60 euro - spiega quest’ultimo - le tasse, tra accisa e Iva, sono almeno tra i 95 centesimi e un euro, quindi intorno al 60 per cento. Altri 40 centesimi (quindi tra il 25 e il 30%) sono invece il costo industriale vero e proprio che è uguale in tutto il mondo, visto che è legato ala quotazione del petrolio, mentre i 20 e 25 centesimi, vengono spesi per il post-raffineria, dal trasporto al margine per il gestore (4-5 cent). Basta fare un po’ di somme per capire che la riduzione proposta con quelle card è irreale: come si fa infatti a fare lo sconto del 40 per cento se le tasse, da sole, sono molto più alte?». Nel post pubblicato sotto Bank of fuel spiega di aver interrotto le adesioni all'inziativa "fino a quando non sarà fatta chiarezza dalla Mastercard", con la quale fa sapere di aver avviato contatti. Peccato che, come diciamo sopra, la stessa Mastercard abbia invece affermato di aver intenzione di avviare un'azione legale nei confronti di Bof.

BANK OF FUEL COMUNICA SULLA SUA PAGINA FACEBOOK LA CESSAZIONE DELLE ADESIONI

fuel

Da Savona al resto d’Italia. Ma chi sono i promotori di questa Bank of Fuel? Basta poco per scoprire che si tratta di una piccola srl con 10mila euro di capitale (amministratore unico Antonio Dettori, socia di minoranza Patrizia Dettori). Nelle ultime ore, dopo il polverone che si è sollevato, prima è stata comunicata via Facebook la cessazione delle adesioni con la promessa di onorare comunque quelle già ordinate. Poi, tutte le carte, sul sito, sono state dichiarate “esaurite” Insomma, il supersconto per adesso è sospeso.