Un drone tuttofare E così volano anche le nostre aziende

Gli “occhi volanti” usati perfino per consegnare le pizze... Parlano gli imprenditori che si sono tuffati nel business

C’è chi le usa per la semplice sorveglianza, altri per la topografia, la ricerca di persone scomparse attraverso telecamere a infrarossi, il controllo di qualità delle vigne, perfino la consegna delle pizze (ci stanno provando in Gran Bretagna e Russia) e per la pesca. E poi c’è l’utilizzo decisamente più intuitivo, come le sempre più spettacolari riprese video e le classiche foto che dall’alto assumono tutto un altro interesse. Se adesso c’è un business che promette faville, è certamente quello dei droni, apparecchi che grazie alla capacità di volare stanno allargando l’orizzonte in una serie di discipline: almeno cinque-sei aziende specializzate nella loro costruzione in Toscana, una trentina gli operatori che, sempre nella nostra regione, si occupano di quello che potrebbe essere definito ”indotto”, come noleggi e servizi chiavi in mano.

Creatività alle stelle. Sì, perché se i prezzi si abbassano e le prestazioni tecniche aumentano, avvicinando così sempre più il prodotto al grande pubblico, come al solito gli “occhi volanti” fanno emergere la creatività in tutte le sue forme. Come quella che portato Laura Scatena, pisana di nascita e livornese d’adozione, a realizzare una serie di spettacolari servizi sia in Norvegia, nel periodo delle straordinarie aurore boreali, sia negli Stati Uniti, in zone che rappresentano una vera e propria icona dal punto di vista di una natura fuori dal comune e come location per tante produzioni di Hollywood e dintorni. «Se nell’Europa del nord, dove siamo stati lo scorso gennaio, era difficile da usare per le basse temperature, negli Stati Uniti il drone si è rivelato uno strumento straordinario - spiega Laura, 40 anni, titolare dell’agenzia pubblicitaria Frequenza Grafica aderente alla Confederazione dell’artigianato della sua città -. Ci ha creduto soprattutto Luca Bracali, regista del programma Rai Easy Driver e produttori di questi filmati poi fatti passare su un canale di YouTube. Grazie a questo apparecchio siamo riusciti, in dieci giorni di viaggio ed altrettante notti dedicate al montaggio, ad ottenere immagini altamente spettacolari ed in alta definizione di Monument Valley, del Grand Canyon, di Mesa Verde, di Bryce Canyon, di Arches, cioè alcuni tra i più straordinari parchi e riserve degli Usa. Cose che ora sarebbero impossibili per una serie di divieti».

Decolla il business. Matteo Dini, 38 anni, anche lui livornese, ha fondato la Drone Point e la manda avanti insieme ad altre due persone: «In poco più di un anno abbiamo venduto centinaia di esemplari racconta - ed è il coronamento della passione che ho sempre avuto per informatica ed elettronica. Sì il business cresce, anche perché i prezzi sono comunque abbastanza abbordabili e gli apparecchi sono sempre più perfezionati: le fasce di prezzo sono più o meno tre: dai mille ai 4mila euro, dai 4mila ai 6mila, dai 6mila ai 10mila, in base alla potenza ed alle dotazioni. Comunque, proprio stamani (ieri, ndr) mi è arrivata dall’estero la richiesta di un preventivo per l’identificazione delle auto che non pagano nei parcheggi».

Pronti al volo Piombino-Elba. Paolo Vegliò, con i suoi droni sta preparando invece il primo volo senza pilota dall’Elba alla sua città e cioè Piombino. Intanto, ci spiega la vastità della gamma di quelli che in gergo tecnico si chiamano “multirotori” e ci fa sognare con i cosiddetti “Tutt’ala”, apparecchi che grazie ad occhiali isolanti comunicano all’operatore a terra la stessa sensazione del volo. Ed a propoito di operatori, tira anche il noleggio tutto compreso, come conferma Lorenzo Tampucci della Drone Activity, altra struttura livornese specializzata nei servizi completi.

Il cuore a Navacchio. Ma se la Toscana è in prima linea a livello nazionale, il merito va anche a aziende come la Pitom, sede nel Polo tecnologico di Navacchio, dove dei droni si costruisce il cuore. «Ci occupiamo infatti della loro “intelligenza”, cioè dei circuiti che permettono di eseguire certe azioni su richiesta del cliente - conclude Michele Franchi, 33 anni, uno dei titolari -. Chip che si possono applicare a mezzi aerei, ma anche di terra e di mare: è già di un po’ di tempo fa la nostra barca in grado di navigare senza pilota a bordo».

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