Trenitalia sperimenta l'antisvio ma l'avvocato di Ferrovie in aula dice che è pericoloso

Le inconguenze dell'azienda: mentre l'avvocato di Moretti dichiara pericoloso il dispositivo antideragliamento l'azienda del Gruppo Fs ha avviato la sperimentazione di due modelli diversi

aaa VIAREGGIO. Trenitalia, azienda del Gruppo Fs, sta avviando la sperimentazione di due modelli di dispositivi anti deragliamento (detettori di svio): uno di questi è l'Edt 101(nella foto) della tedesca Knorr-Bremse, lo stesso del quale si è parlato nell'aula del processo per il disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009, in quanto sperimentato ben prima della strage dalle ferrovie svizzere.
Dispositivo meccanico da poche migliaia di euro, oggi tecnicamente più evoluto; non obbligatorio secondo l'Agenzia europea per la sicurezza ferroviaria (Era) come da rapporto pubblicato dalla stessa.

Era il 7 maggio 2009, un mese e mezzo prima della strage di Viareggio con i suoi 32 morti incolpevoli - e contestato in aula dalle Ferrovie italiane che ritengono pericolosa l'installazione del meccanismo che innesca la frenatura automatica del treno in caso di inizio deragliamento. Eppure Trenitalia ha avviato una sperimentazione di due modelli diversi su un totale di 50 carri portacontainer. Un progetto monitorato anche dal ministero dei trasporti italiano.


Nel video: I test sul rilevatore di deragliamento Knorr-Bremse. Si cerca di dimostrare la funzionalità della nuova generazione di rilevatori di deragliamento con un camion serbatoio riempito fino all'orlo. La parte più interessante è dall’inizio al minuti 0,55: si vede chiaramente il treno merci che entra in frenatura nel momento in cui l’inizio di deragliamento fa variare la pendenza del convoglio.

RACCONTO MULTIMEDIALE:Viareggio, la strage che viene da lontano

E la stessa Trenitalia, in collaborazione con Politecnico di Milano e Politecnico di Torino ha avviato anche una ricerca sul modello di dispositivo anti deragliamento non meccanico ma con scheda elettronica che invia un segnale di allarme nella cabina ai macchinisti, propugnato in sede processuale dall'avvocato Armando D'Apote (difensore di Fs e dell'ex amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti) come già esistente. Peccato solo che vi sia da capire con quale fonte di energia alimentarlo.

E su questo aspetto verte, appunto, lo studio in corso. Insomma, un quadro ben diverso da quello emerso in aula, nell'udienza del 9 luglio. Nel corso della quale Alfredo Zallocco, ispettore della Asl di Prato che ha seguito questa parte di indagine per la Procura di Lucca, ha dichiarato senza mezzi termini: "La misura di mitigazione dell'antisvio nel caso di Viareggio era la misura massima di sicurezza".