Caso Canzona: l'audio che "incastra" l'inventore delle notizie bufala

Nella foto: Giacinto Canzona ospite alla trasmissione televisiva Matrix

Monete, francobolli, buoni postali: false notizie di ritrovamenti in tutta Italia. Al telefono un beneficiario parla in modo molto simile a un famoso avvocato

GROSSETO. Francobolli rari, buoni postali. Antiche monete, libretti di deposito. Spuntano da vecchi scrigni di cui nessuno ricordava l’esistenza, sbocciano a ripetizione sulle pagine dei giornali. Oggetti e carte che sembrano diventare patrimoni da decine di migliaia di euro, ma in realtà non esistono o non valgono. È un intreccio di tesori preziosi e strane coincidenze. Per esempio due voci che appartengono a due nomi di versi, ma che suonano stranamente simili.

gggÈ il 29 maggio quando alla nostra redazione di Grosseto arriva una storia. Racconta di sette fratelli sparsi tra Grosseto, Teramo e Mantova, che rovistando tra i libri del nonno morto scoprono unGronchi rosa rarissimo, oltretutto arricchito da una preziosa affrancatura speciale del Vaticano. Che notizia, ragazzi. Fatto stimare dall'agenzia Agitalia, il valore schizzerebbe alle stelle: 35mila euro, stando a quello che viene presentato come un pool di esperti contabili e filatelico-numismatici di cui l'associazione sarebbe dotata, ma di cui non fa mai nomi.
 

A comunicare la notizia è stata proprio Agitalia, che si offre di fornire un riscontro, corrispondente a un personaggio da intervistare. Lo fa ogni volta: ci sono esempi in tutta la Toscana e probabilmente in molte altre regioni. In questo caso il numero di uno dei fratelli fortunati: tale Alessio Romano. «È tutto vero», conferma lui dicendo che risponde da Teramo, la voce romana, gongolante per la scoperta che renderà tutti e 7 i fratelli un po’ più ricchi. Ma il giorno dopo un esperto filatelico mugugna: «il francobollo in quella foto è una patacca». Il primo campanello d'allarme squilla in questo momento.

VIDEO: Il confronto tra le voci di Alessio Romano e Giacinto Canzona

Ci mettiamo sulle tracce degli autori della notizia e scopriamo alcune cose. Il tipo da noi intervistato ci ha detto che uno dei suoi fratelli, tale Giovanni Romano, lavora alla Bnl di Grosseto. Così andiamo a cercarlo in banca: ma non esiste. Il numero di Alessio Romano risulta poi staccato; le mail inesistenti. Proviamo a stanare Agitalia a Roma: l'indirizzo riportato sul sito, in via Eritrea 21, si rivela fantasma. Entriamo nel portone: «mai visti» dicono i condomini. Il nome non c'è. E sul sito sono riportati solo i cellulari, spenti. Entrare in contatto con l'associazione è difficilissimo. Ma allora i clienti come fanno a trovarli così facilmente?

A questo punto squilla il secondo campanello d'allarme: si apre il sipario su un’altra scena, ben diversa. Perché quando avevamo intervistato Alessio Romano, lo scopritore del Gronchi, avevamo registrato la telefonata. Poi abbiamo chiamato Giacinto Canzona. E, sorpresa, le voci coincidono.

Giacinto Canzona è l’avvocato spara bufale che per anni ha spedito ai giornali di tutt’Italia notizie fantastiche ma fasulle. Suore multate a 180 all'ora. Il gatto Tommasino che diventa milionario. E la naufraga incinta che abortisce sulla Concordia; una storia smascherata da Striscia la Notizia, con ripercussioni funeste sull'attività del legale. Canzona si brucia la carriera (per sua stessa ammissione) e si procura un procedimento disciplinare all'ordine degli avvocati di Tivoli.

Quelle due voci. Stesso accento romano, stesso intercalare: un diciamo ripetuto decine di volte come un mantra. Abbiamo fatto periziare i file a un esperto fonico, che analizzando gli spettri conferma la «netta somiglianza» nelle frequenze fondamentali. Ma ogni lettore può farsi un’idea. Gli audio sono sul nostro sito. I giornali, compreso il nostro, pubblicano in buona fede; il pubblico apprende storie eccentriche, risultate prive di fondamento. Agitalia s'incarica di riscuotere per conto dei clienti presso il Ministero del tesoro o Poste italiane, facendo diventare ricchi i clienti. L'8 marzo a Grosseto pubblichiamo la storia di una signora di 96 anni, che trova in casa un libretto delle Casse postali con 100 lire risalente al 1919: per Agitalia, Poste dovrà rimborsarle 24mila euro. Il 19 marzo, la redazione di Carrara scrive di una signora di 101 anni che scopre un libretto bancario del 1909 durante alcuni lavori a casa: «Bankitalia - dice Agitalia - dovrà rimborsare 6mila euro». Le trame hanno motivi ricorrenti, anni e importo cambiano di poco (1909-1919).

O sono molto bravi a intercettare storie ad effetto, o sono particolarmente fortunati In ogni caso l'agenzia non ha un volto, non risulta iscritta alla Camera di Commercio di Roma; è un’associazione che stima cifre esorbitanti per libretti risalenti agli anni '20 o '30. Peccato che - dice un avvocato - tutti i diritti (anche un credito) si prescrivono in 10 anni, salvo quelli indicati per un periodo minore. Dunque i vecchi titoli risalenti al 1920 e scoperti per caso, alla fine, non potrebbero arricchire nessuno. Intanto un altro comunicato giunge al Tirreno di Grosseto e descrive il caso di un uomo di 92 anni, tale Baldino Baldi, che trova buoni postali, stimati da Agitalia in 135mila euro. Ma all'anagrafe di Grosseto, il vecchietto risulta morto 14 anni fa. L'ultima bufala che si è rivelata colossale risale a pochi giorni fa: scambio di embrioni al Pertini di Roma, targato Agitalia. Stavolta la superpatacca è enorme, provoca un moto di repulsione nazionale.

IL CONFRONTO: di seguito le foto con gli spettri sonori delle due voci che sono molto simili (come dimostra la sovrapposizione in basso)

spettri
fff
 

Che cosa c'è dietro Agitalia? E soprattutto chi? Secondo l'Aduc nazionale (associazione per i diritti degli utenti) «questo metodo di pubblicità - che porta visibilità all'associazione e molto probabilmente agevola l'incasso di quote associative (basta vedere i moduli dove si chiedono 110 euro) ricalca il “metodo Canzona”"».

Lui, Canzona, non esercita più. Così oggi in molti sospettano che il legale stia provando a riciclarsi; magari non comparendo ancora direttamente. Alcune coincidenze sono illuminanti. Nei moduli di Agitalia compare una certa Anna Orecchini; la moglie di Canzona è l'avvocato Anna Orecchioni. Tra gli indirizzi di Agitalia c'è via Carlo Dossi 15. E facendo alcune ricerche, scopriamo che un vecchio studio di Canzona ha lo stesso indirizzo.

Solo coincidenze, forse. Ma ora Il Tirreno ha trovato qualcosa di più. Due voci. Che sembrano una.