Sfruttate e violentate, ma rischia di saltare il sistema che le protegge

I fondi del servizio anti-tratta si esauriscono a dicembre: poi in Toscana migliaia di prostitute sfruttate e minacciate resteranno senza assistenza

Nella casa protetta, senza indirizzo, la donna nigeriana cerca di dimenticarsi la carovana di schiaviste che l’ha condotta in Europa. Un viaggio di stupri collettivi attraverso il Marocco, verso un lavoro inesistente. A poche decine di chilometri, un’altra donna giovane, in un’altra casa protetta, sfugge alle minacce della “maman”, la sua pappona: «O fai la puttana o do fuoco a tua figlia».

Sono in fuga dallo sfruttamento. Grazie alla rete anti-tratta della Toscana: il volontariato privato che collabora con i Comuni e le società della salute. Ci sono 11 cooperative riunite nella onlus Trame per portare avanti il progetto “Con.trat.to”, la filiera dell’assistenza e della solidarietà. Ma, ora potrebbe saltare il sistema che solo l’anno scorso ha contattato oltre 6000 persone . I soldi stanno finendo. E allora addio numero verde, unità di strada con gli operatori che avvicinano alle donne sfruttate, assistenza legale, mediatori culturali. Il dipartimento delle Pari Opportunità ha appena stanziato i 4,2 milioni che consentiranno, in Italia e in Toscana, di proseguire l’assistenza alle persone vittima di tratta. Ma i fondi basteranno solo fino a dicembre. In questi 6 mesi scarsi assicurano che verrà riformato il sistema. Se così non sarà sarà necessaria una terza proroga per finanziare le cooperative che si prendono cura delle donne ridotte in schiavitù. E non ci resterebbe più nessuno a proteggerle. Ad aiutarle a crearsi una nuova vita. E il marciapiede, lo sfruttatore sarebbe il punto di non ritorno.

Sul giornale in edicola di domenica 15 la seconda puntata dell’inchiesta sulla prostituzione.

VIDEO: Dal progetto "Atlante sociale sulla tratta" realizzato dal Cesvot Toscana(scarica il Pdf)

Video di Arianna Mencaroni - Tutti i video dell'Atlante