Fanno piangere l’arbitro bambino

Casciana: i genitori lo contestano, il dodicenne in lacrime corre negli spogliatoi

PISA. Offensivi no, ma troppo agitati di sicuro. E poi quella pressione su un arbitro davvero baby per essere bersagliato.
Appena 12 anni e già costretto a sorbirsi le sgridate dei genitori dei ragazzini, di poco più piccoli di lui, che cerca di dirigere tra regole da far rispettare e infrazioni da sanzionare.
Tentativo vano, perché dopo un minuto e 30 secondi la gara viene interrotta. Motivo? Arbitro in lacrime e in corsa verso gli spogliatoi per le ingerenze rumorose del pubblico.

Stavolta non è il calcio il teatro della messa in scena dell'eterna rappresentazione tra genitori-tifosi e figli-atleti. Siamo nell'ambiente del basket. O meglio del minibasket dove l'agonismo sfrenato non dovrebbe intaccare il piacere del gioco.
Succede che in una partita della categoria maschile del 2004, Casciana-Ghezzano, i genitori dei piccoli cestisti ospiti fin dal primo rimbalzo della palla si lascino andare a consigli martellanti all'indirizzo dell'arbitro. E il ragazzino non regge: si mette a piangere e fugge via.
La Federbasket toscana punisce la società del Ghezzano imponendole di giocare a porte chiuse il match successivo.
È quello che si è disputato senza pubblico lunedì sera con gli avversari dello Ies Pisa nella palestra ghezzanese. Bimbi in campo, adulti fuori.
Un segnale di vertici regionali per mettere in riga chi dovrebbe dare l'esempio ai più piccoli e non esibirsi in uscite un po' sguaiate.
Le stesse magari che riecheggiano nei palazzetti, ma sono tollerate perché rivolte a giocatori e arbitri adulti. Quando sul parquet ci sono bambini di dieci anni ci si comporta in un altro modo.
Il dodicenne, che gioca nella pallacanestro Casciana in una categoria superiore e ha già arbitrato diverse volte, si è sentito subito sotto pressione. "Arbitro, fischia", "E' fallo, non lo vedi?". Un bombardamento continuo quello partito da alcuni genitori dei giocatori del Ghezzano che hanno mandato in confusione il “mini-fischietto” a cui sono saltati i nervi. Dopo novanta secondi di gioco è scoppiato a piangere chiudendo di fatto la gara.
La società penalizzata ha accettato senza replicare la scelta della federazione. Anzi, il responsabile tecnico del Ghezzano Basket, Marco Puschi, ha inviato una lettera all'arbitro messo in croce con la sequela di contestazioni.
«Sì, ho scritto al bimbo esprimendogli le scuse della società e incoraggiandolo ad andare avanti nell'arbitraggio – spiega Puschi –. Nessuna giustificazione per i nostri genitori che, peraltro, conosco bene e anche per questo escludo che abbiano pronunciato parole offensive. C'è da dire che quella palestra a Casciana non ha le tribune e quindi il pubblico è vicino al campo. Le frasi che hanno fatto piangere l'arbitro, in un altro contesto a livello di spazi, magari non sarebbero neanche state percepite. Capisco la federazione che ha voluto dare un segnale, ma è stato anche un episodio in cui non ci sono stati insulti».
Per la cronaca lunedì sera il Ghezzano ha superato lo Ies Pisa 52-8. I ragazzini sono forti e sanno vincere anche (o soprattutto) senza i genitori che alzano la voce sugli spalti contro l'arbitro di turno.

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