Miss Italia, le reginette puntano sulla bontà

Dopo le polemiche è l’ora dello show. Mirigliani: un concorso di bellezza non è una vergogna

JESOLO. Miss Italia si riprende le misure, in una sorta di autoanalisi motivazionale che l'atmosfera nebbiosa e poco mondana dell'autunno di Jesolo favorisce. Sobrietà, impegno sociale, eleganza, sederi coperti. Stasera andrà in onda la prima e unica puntata televisiva del gran finale e Patrizia Mirigliani, la matron del concorso, non la finisce più di ringraziare La 7 che se l'è presa in collo con la benedizione del guru della programmazione televisiva e direttore di rete Paolo Ruffini.

Una sola puntata, costi ultra ridimensionati, e la consapevolezza che questa volta o si cambia o si muore davvero. Perché quello che non è riuscito a 40 anni di femminismo, a almeno dieci anni di mugugni del pubblico colto con l'auditel che andava sempre più giù è riuscito alla Rai e alla presidente Tarantola che in un soffio, a maggio, hanno cancellato il concorso dal palinsesto. «Non in linea con la volontà del servizio pubblico di avere una sua cifra, una sua distinguibilità» e la presidente della Camera Laura Boldrini che ha applaudito alla scelta («una scelta civile e moderna, le ragazze italiane non hanno bisogno di andare in tv e sfilare con un numero, hanno altri talenti») ha ribadito il concetto e fatto infuriare ancora di più Mirigliani. Infuriare ma anche riflettere. Cercando di far sbollire l'anacronismo di quei corpi di poche parole che fanno spettacolo con il gioco, antico e (inconsapevolmente?) sessista, del “chi è la più bella?” dentro un calderone di impegno sociale, solidarietà, missioni lodevoli che santificano questa edizione di Miss Italia.

aFOTOEcco le toscane in finale

E anche se sabato durante la presentazione di questo nuovo corso, Mirigliani ha difeso a spada tratta il concetto di concorso di bellezza («Miss Italia questo è e non c'è niente di cui vergognarsi») la manifestazione in realtà marcia su due fronti. Quello tradizionale, ragazze in cerca di gloria che anche quest'anno a migliaia si sono comunque presentate alle selezioni regionali, nonostante l'incognita della diretta e grazie alla tenacia di Patrizia Mirigliani «che ha giocato il tutto per tutto» spiegano i suoi collaboratori, con sponsor e addetti ai lavori tutti lì a santificare la bellezza italiana, «ed è grazie anche a concorso come questo se il made in Italy è conosciuto nel mondo» dice appassionato il toscano Barachini, marchio di calzature che si è messo ai piedi delle miss.

Poi c'è il fronte del concorso buono e socialmente utile. Il progetto anti stalking (un numero verde e consulenti e anche uno spot girato con le miss), la campagna contro il femminicidio (magliette indossate dalle ragazze con su disegnato un sandalo rosso), quella contro i disturbi alimentari (miss forme morbide e interventi di esperti), una campagna per combattere il tumore al seno. E anche una scesa in campo contro la disoccupazione: «Noi diamo lavoro a centinaia e centinaia di persone, ma di questo non si è tenuto conto quando si è cercato di tagliarci le gambe» si sfoga Patrizia Mirigliani che per dare più forza alle sue parole ha fatto scattare la gigantografia “Miss Italia siamo noi” con il bel palco del PalaArrex dove si svolgerà lo show di stasera e un gruppo che riempie tutta l'inquadratura, le miss e tanti di quelli che ci lavorano intorno.