Un albergo per la scorta di Fini: paga la Camera Il Viminale chiede gli atti, lui si difende

Il presidente della Camera in vacanza ad Ansedonia, i bodyguard alloggiati ad Orbetello. Nove camere riservate per un mese, 30mila euro di spesa. Lui: «Non sono io a deciderlo»

ORBETELLO. La scorta di Gianfranco Fini, presidente della Camera dei deputati, occupa nove stanze d’albergo almeno per un mese. A rivelarlo è stato Libero nell’edizione di ieri, che tuttavia ha indicato in due mesi la durata della prenotazione, per una spesa complessiva che a fine estate si aggirerebbe su 80mila euro. Gli uomini della scorta alloggiano all’hotel & relais “I Presidi”, uno tra i migliori della cittadina lagunare.

E ora il Viminale vuole vederci chiaro: «Con riferimento alle notizie relative alle misure di sicurezza del presidente della Camera dei deputati, il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, ha chiesto al capo della polizia un'approfondita relazione sulle modalità del dispositivo di sicurezza predisposto».

Pronta la difesa di Fini: in replica alle accuse di Libero il presidente della Camera specifica: «Le modalità per garantire la sicurezza della mia persona in ragione della carica istituzionale ricoperta sono decise autonomamente dai competenti organismi del ministero degli Interni. Dal giorno in cui sono stato eletto Presidente della Camera ad oggi non ho mai chiesto, n‚ tanto meno ho mai usufruito di servizi diversi, e men che meno privilegiati e di favore». Il presidente della Camera annuncia una querela contro il quotidiano e mentre Italo Bocchino (Fli) parla di ritorno della «macchina del fango», Francesco Storace accusa: «Casta all’ennesima potenza».

Insomma, si è aperto un nuovo caso. A conti fatti, gli uomini della scorta occupano quasi il 20% dell’albergo, che dispone di 51 camere. La location è strategica per la sicurezza di Fini, che da alcuni anni a questa parte affitta una villa nella vicina Ansedonia, dove assieme alla compagna Elisabetta Tulliani e alle loro due bambine trascorre lunghi periodi di vacanza, badando bene che la privacy non sia violata.

La presenza delle guardie del corpo non serve tanto a difendere la privacy, quanto alla sicurezza della terza carica dello Stato e della sua famiglia, sottolinea il portavoce Fabrizio Alfano: «Sulla scorta non so cosa dirle - ha risposto al nostro giornalista - è competenza del Viminale, si rivolga a loro». Ma il problema non sono tanto le guardie del corpo, quanto il fatto che nove camere di albergo resteranno occupate per tutto il periodo in cui Fini resterà in ferie: «E allora? Tutte le alte cariche dello Stato hanno degli uomini di scorta. Da qualche parte dovranno dormire, le pare?» Principio inattaccabile. Resta il fatto che un mese (minimo) di albergo per la scorta, per di più in alta stagione, è un fatto singolare: «Non posso risponderle, io non so nemmeno quanti giorni stiano in quell’albergo».

Un muro di gomma invalicabile. Sta il fatto che tra la Camera dei deputati e l’hotel & relais “I Presidi” ci sarebbe una convenzione, secondo cui le guardie del corpo di Gianfranco Fini potranno alloggiare in un arco temporale compreso tra luglio e settembre. A conti fatti, per la direzione dell’albergo è un affare: se anche la spesa pro-capite fosse di 100 euro a notte (tariffa super scontata), per il solo mese di agosto il conto si aggirerebbe minimo sui 28mila euro. Chi pagherà questa cifra, sicuramente calcolata per difetto rispetto a quella indicata da Libero? Quasi di sicuro sarà la Camera dei deputati a farlo e l’eventualità, in tempi di crisi e di spending review, fa storcere la bocca a molti.

E non solo a quanti ebbero modo di criticare Fini per le sue immersioni nel mare della vicina Giannutri: la prima in un'area protetta (lui se ne scusò), la seconda davanti a Punta Secca quando fu fotografato con in mano quelle che sembravano specie marine proibite (leggi l'articolo sulle "vacanze maledette" del presidente).

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