Bocciata Fidi Toscana: non può salvare le aziende

FIRENZE. La Regione compra delle partecipazioni in aziende in crisi, dalla Mabro all’Eaton di Massa, per salvarle ? Non lo può più fare. Almeno non attraverso la Fidi, la finanziaria regionale,...

FIRENZE. La Regione compra delle partecipazioni in aziende in crisi, dalla Mabro all’Eaton di Massa, per salvarle ? Non lo può più fare. Almeno non attraverso la Fidi, la finanziaria regionale, fondata nel 1975, di cui la Regione detiene quasi il 43% mentre il Mps ha il 28% e Carifirenze l’8,5%. Un’ispezione della Banca d’Italia boccia infatti - in una relazione di una ventina di pagine fitta di rilievi e di numeri - sia l’attuale gestione di Fidi Toscana - il direttore Giovanni Ricciardi si è dimesso nei giorni scorsi - che la tendenza, invalsa soprattutto negli ultimi anni, di acquisire partecipazioni in società private in crisi per rilanciarle e salvare l’occupazione.

«Meno che male che Bankitalia è intervenuta. Noi abbiamo sempre criticato la trasformazione di Fidi in una sorta di piccola Iri toscana per salvare aziende spesso decotte. La Regione, attraverso Fidi, ha acqusito il 10-25% di queste società senza un bando. Un ruolo improprio e una perdita di denaro pubblico», polemizza Alessandro Antichi, consigliere regionale del Pdl, da mesi impegnato in una strenua battaglia contro l’intervento del pubblico nell’economia regionale.Ma da Fidi Toscana viene fatto sapere che su 44 aziende, l’80% si sono rialzate in piedi, hanno aumentato il fatturato e gli addetti.

Comunque sia, la piccola Iri in riva all’Arno deve chiudere i battenti. Così ordina Bankitalia. E il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ne prende atto: «Ci adegueremo. D’altra parte Fidi è nata nel 1975 e quindi necessita di essere ripensata. Io stesso l’anno scorso avevo proposto di trasformarla in una banca, ma la proposta non passò in consiglio regionale».

Su un punto però Rossi non molla: «La Regione intende esercitare un ruolo attivo nelle politiche industriali. La Fidi non può acquisire partecipazioni in società private in crisi ? Ok, vuol dire che faremo un ente apposito».

Se Rossi getta acqua sul fuoco delle polemiche suscitate dall’ispezione di Bankitalia, c’è chi è critico sulla gestione di Fidi. E non solo il Pdl, come si è visto con Antichi. Ma anche l’Idv: Marco Manneschi denuncia un’eccessiva «discrezionalità dell’intervento» e l’«eccessivo potere gestionale» del direttore Ricciardi. Il segretario socialista Pieraldo Ciucchi osserva che il richiamo all’ordine di Bankitalia è «figlio del deficit di riformismo della maggioranza». Angelo Pollina, coordinatore regionale di Fli, sostiene che se i rilievi di Bankitalia dovessero «corrispondere a verità», non rimarebbe che la strada di «un immediato commissariamento e di un totale ripensamento del ruolo di Fidi Toscana».

C’è infine chi, come Massimo Biagioni, segretario regionale di Confesercenti, accusa Fidi di concorrenza sleale fatta ai consorzi fidi delle varie associazioni di categoria.

Fatto è che - al di là delle polemiche - le imprese toscane bussano alle porte di Fidi. Per avere una mano per superare la crisi.

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