Piazza dei Miracoli è un misterioso calendario cosmico

Un momento dei festeggiamenti in piazza dei Miracoli nel 2010 per il Capodanno pisano

 PISA. Pisa entra oggi nel 2012 con 281 giorni di anticipo rispetto al calendario ufficiale. Risale infatti a più di un millennio fa l'antico calendario pisano che fissava l'inizio dell'anno nel giorno dell'Annunciazione, il 25 marzo, con nove mesi di anticipo rispetto a quello attuale.  Esso rimase in vigore fino al 1749, quando fu abolito per decreto granducale. Di questa usanza resta traccia nel Duomo di Pisa, che funziona per il Capodanno Pisano come un immenso orologio solare: tutti gli anni, a mezzogiorno del 25 marzo, un raggio di sole spicca da una finestrella circolare alla base della Cupola per colpire una mensola in pietra, sopra il Pergamo di Giovanni Pisano.  E dal Capodanno Pisano prende spunto la suggestiva e affascinante teoria di due studiosi pisani, tornata di attualità anche grazie all'interesse di un importante network americano. Si tratta di una sorta di lettura esoterica di Piazza dei Miracoli, con i suoi simboli e le sue analogie cosmiche e che sembra ormai avere prove sicure.  Prendiamo il Battistero di Piazza dei Miracoli: ad esso si sovrappone il fascino della «Piazza-orologio». Secondo il professor Silvano Burgalassi, che ha descritto i suoi studi in un libro ("Pisa e il computo del tempo") scritto insieme ad Alberto Zampieri, Piazza dei Miracoli è una clessidra cosmica perché il sole, battendo in precisi punti della piazza, scandisce il ritmo della vita e delle stagioni.  «L'asse Duomo-Battistero è perfettamente allineata con i punti cardinali Est-Ovest - spiega Burgalassi - e quindi la facciata del Duomo, ad angolo retto con questo asse, è in linea con l'asse Nord-Sud. In altre parole a mezzogiorno di qualunque stagione dell'anno, l'ombra del Duomo verso il Camposanto monumentale è in linea con la facciata della basilica stessa, cioè la facciata non fa alcun'ombra».  Secondo Il professor Burgalassi, la Torre pendente è spostata dall'asse Est-Ovest rispetto alla cupola del Duomo di circa 23 gradi e mezzo e indica il punto del sorgere del sole al solstizio d'inverno.  Insomma, la piazza del Duomo di Pisa si prestava magnificamente a fungere da orologio e calendario cosmico dando a questi termini un significato più esteso di quello di misurazione del mezzogiorno locale o di qualche altra ora significativa. Nell'antichità, dunque, la piazza serviva a misurare tutti i tempi esistenziali: l'inizio dell'anno pisano (25 marzo), l'entrata del Sole nelle singole costellazioni, i vari tempi sacri.  Inoltre tutte le tappe fondamentali della vita (nascita, vita quotidiana, malattia, morte) vi erano debitamente e simbolicamente scandite.  Ma per quale motivo Piazza dei Miracoli, nei secoli, fu costruita seguendo analogie cosmiche? Secondo lo studio non è una anomalia storica. Anche a Pisa avvenne quello che civiltà di tutti i tempi e tutti i luoghi hanno sempre realizzato. Orologi e calendari naturali basati sulla posizione giornaliera e annuale del sole e della luna. In Egitto la semplice meridiana diventa Piramide e a Stonehenge i monoliti sono lo specchio sulla terra di cosa accade in cielo.  Tornando al libro "Pisa e il computo del tempo", il prof. Zampieri illustra le varie modalità di computo del tempo e, fra queste, del Capodanno Pisano.  Il primo documento in cui compare sicuramente l'uso dell'anno pisano risale al 25 maggio 985. Si tratta di una pergamena in cui il vescovo pisano Alberico concede alcuni beni in enfiteusi. Da quella data in poi questo particolare tipo di cronologia andò sempre più affermandosi a Pisa fino a diventare una regola, specie a partire dal XII secolo.  Zampieri riporta anche alcuni esempi del calendario pisano, che ritroviamo in antiche epigrafi esistenti nei monumenti cittadini. Una datazione sicuramente pisana è presente nella chiesa di San Paolo a Ripa d'Arno nella lapide commemorativa di Burgundio; stesso discorso per l'iscrizione posta sulla facciata della chiesa della Madonna dei Galletti sul lungarno Pacinotti, al di sopra della porta d'ingresso, a ricordo della trionfale impresa delle Baleari nel 1115.  

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