Prato, rubava in ospedale ai pazienti in fin di vita: denunciata, sarà sospesa dal lavoro 

Un momento della conferenza stampa nel comando dei carabinieri di Prato

I carabinieri hanno identificato una operatrice socio-sanitaria di 56 anni quale responsabile dei furti di carte di credito nell'ospedale Santo Stefano di Prato che usava per fare la spesa

PRATO. Rubava le carte di credito ai pazienti, molti dei quali sono poi deceduti, e le utilizzava per i suoi acquisti quotidiani. E una operatrice socio-sanitaria di 56 anni, di nazionalità romena, che lavora nell'ospedale Santo Stefano di Prato da qualche mese (prima era a Siena) la responsabile dei furti denunciati negli ultimi tempi nella struttura pratese. A scoprirla al termine di una articolata indagine sono stati i carabinieri che l'hanno denunciata per furto e indebito utilizzo di carte di credito.

Tutto è cominciato lo scorso 5 giugno quando muore di Covid in ospedale una donna di cinquant'anni. Lo stesso giorno il padre si accorge che il bancomat della figlia viene utilizzato per fare la spesa all'Esselunga di via Fiorentina. Parte l'esposto alla direzione dell'ospedale perché è evidente che il furto del bancomat è avvenuto durante la degenza. Vengono informati i carabinieri che avviano le indagini e dalle immagini delle telecamere del supermercato dove era stata pagata la spesa scoprono che si tratta di una donna. I successivi accertamenti permettono di identificarla come una operatrice socio-sanitaria di 56 anni che lavora in ospedale nell'area chirirugica. Su direttive del sostituto procuratore della Repubblica, Laura Canovai, i militari perquisiscono l'armadietto, l'auto e la casa della donna che vive a Firenze, e sotto il tappetino dell'auto vengono trovate anche altre carte di credito, una delle quali è intestata a una infermiera che aveva avuto un incidente ed era stata a sua volta ricoverata. Gli acquisti fatti sono sempre di modesta entità. Non superano i 25 euro per non dover digitare il pin. I furti erano sistematici e la donna, interrogata dai carabinieri non ha saputo neppure dire a chi, nel tempo, ha rubato le carte di credito.

La donna percepisce uno stipendio di circa 1.400 euro al mese, vive in una casa dignitosa a Firenze e ha un'auto quasi nuova. Non era una quindi che aveva bisogno di soldi per vivere.

Alla conferenza stampa dei carabinieri ha partecipato anche la direttrice dell'ospedale di Prato, Sara Melani, che ha espresso tutto il suo disappunto per quanto accaduto ed ha affermato che la donna sarà sospesa dal lavoro quando arriverà la comunicazione formale dalla Procura. Il padre della donna deceduta per Covid e che per primo ha presentato la denuncia per furto ha detto che i soldi della figlia che recupererà li donerà in beneficenza.