Contenuto riservato agli abbonati

Prato, dissequestrato il sottopasso di via Ciulli: ecco quando potrebbe essere riaperto

Nel 2010 annegarono i quel sottopasso (foto in alto) una madre con la sorella e la figlia di nazionalità cinese. Ora i lavori per la riapertura.

Decisiva per l’ordinanza dei giudici la cassa di espansione che sta realizzando l’Asl accanto all’ospedale Santo Stefano

PRATO. Finalmente la luce in fondo al tunnel. Dopo dodici lunghi anni, il sottopasso di via Ciulli che collega le frazioni di Narnali con Galciana, dove nel frattempo è sorto il nuovo ospedale Santo Stefano, potrebbe essere riaperto al traffico e ai pedoni, entro qualche mese. E’ stato notificato infatti ieri mattina dalla Corte d’Appello di Firenze al comune di Prato il provvedimento di dissequestro del sottopasso dove il 5 ottobre del 2010 trovarono la morte tre donne rimaste bloccate nella loro auto che scivolò nel sottopasso allagato e non dette loro scampo.

«In Italia, come nella vita, ci vuole pazienza. Ma con perseveranza e ostinata caparbietà, ci si arriva – ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni – Ancora una volta, senza tanto clamore e con lavoro costante, siamo passati dalle parole ai fatti». Il primo cittadino illustrerà lunedì prossimo in una conferenza stampa le opere per la messa in sicurezza e per la riapertura del sottopasso.


L'istanza di dissequestro è stata presentata dai legali del Comune alla Corte d'appello di Firenze dove si sta svolgendo il secondo grado di giudizio per Lorenzo Frasconi, ex dirigente del servizio Mobilità del Comune di Prato e Stefano Caldini, direttore dei lavori del sottopasso, condannati in primo grado dal Tribunale di Prato per omicidio colposo plurimo. Giovedì scorso la prima udienza d’appello in cui i legali del comune hanno potuto presentare l’istanza di dissequestro. E mentre il resto del processo è stato subito aggiornato al prossimo autunno, i giudici hanno preso in considerazione però l’istanza per il dissequestro e le relative motivazioni. In particolare sono stati presentati i lavori già avviati per la realizzazione della cassa di espansione da 25mila metri cubi davanti all’ospedale Santo Stefano. Lavori che dovranno concludersi entro metà settembre. Una volta realizzata permetterà all’Asl di poter costruire la nuova palazzina per ampliare il nosocomio perché la sua realizzazione eviterà eventuali allagamenti dovuto alla Vella le cui acque in caso di una precipitazione enorme e inusuale, come avvenne nel 2010, dovessero tornare indietro non trovando sbocco nella Bardena o nel fosso di Iolo per i loro alvei già rigonfi di acqua, e si riverserebbero nel nuovo invaso senza defluire fino al sottopasso e senza allagare ospedale e case della zona (Galciana e soprattutto Narnali). Il lavoro per la messa in sicurezza idraulica dell’area avrà un costo di poco meno di 760mila euro e a essersela aggiudicata è la ditta Cav. Pozzolini Lorenzo srl di Empoli. Il responsabile dei lavori e l’ingegnere dell’Asl Gianluca Gavazzi mentre il coordinatore del progetto e dell’esecuzione è l’ingegner Lorenzo Tani.