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«Nel centro storico solo bus elettrici»: la richiesta di un centinaio di residenti di Prato

Andrea Pasquinelli ha lanciato una petizione: «A Firenze è già così e Lucca e Pistoia proteggono i loro monumenti»

PRATO. Li vedi passare di fianco alla Cattedrale e ad altri due gioielli come la chiesa di San Domenico e quella di San Francesco. Centro storico e passaggio degli autobus, un binomio che “scotta” in uno scrigno di preziosi monumenti dove è permesso da sempre il transito di mezzi pubblici inquinanti. Una convivenza difficile da digerire per i residenti che stanno firmando la petizione promossa da Andrea Pasquinelli, di recente trasferitosi in piazza San Domenico. La raccolta firme ha superato oltre un centinaio di adesioni e presto potrebbe approdare sui banchi della commissione 3 per essere discussa davanti agli assessori competenti.

Andrea parte da un interrogativo che ha trovato risposta in altre città dove le aree monumentali sono interdette al transito (Pistoia e Lucca, ad esempio) ma che evidentemente cozza contro una certa mentalità a Prato dove l’unica piazza davvero pedonale è quella delle Carceri (d’altronde i varchi elettronici non sono collocati alle porte d’accesso). Perché si permette di far passare gli autobus di “vecchio stampo” dentro le mura? «Il centro storico è la parte più preziosa della città dal punto di vista turistico e artistico: in quanto tale, dovrebbe essere valorizzato e preservato – si legge nella premessa alla petizione – Il transito incessante di automobili e grandi autobus penalizza i residenti che vi abitano, i ristoratori e i commercianti, tutta la cittadinanza e i turisti che vorrebbero godere delle sue piazze e delle sue strade senza dover fare i conti con rumore, inquinamento e pericoli di incidenti».


Se è questo lo scenario di partenza, secondo Pasquinelli la soluzione non passa necessariamente dallo stop ai mezzi pubblici: ben vengano, da questo punto di vista, gli autobus elettrici. «Chiediamo al sindaco di intraprendere un primo passo importante verso un centro più pulito, accogliente e vivibile impedendo il transito degli autobus all’interno delle mura e sostituendo eventualmente il loro servizio con dei piccoli bus elettrici che fungano anche da navetta con i principali parcheggi situati fuori dalle mura».

Insomma, più che eliminare i collegamenti del trasporto pubblico si tratta di rendere quest’ultimo a misura di centro storico. «Come succede a Firenze, ad esempio. Il passaggio degli autobus così com’è adesso non aggiunge niente al decoro della zona, anzi». E in effetti nel triangolo piazza Lippi, piazza Duomo e via della Sirena (dove passano i bus) continuano a sussistere gli storici problemi di spaccio e brutte frequentazioni, idem fra via Guasti e piazza San Domenico. La convivenza con gli autobus è un rompicapo anche per i ristoratori che hanno i tavolini all’aperto. In piazza San Domenico, Carlo Aiazzi con il suo raffinato locale “Le Garage Bistrot”, è un’istituzione da quasi otto anni: anche lui ha firmato la petizione lanciata da Pasquinelli. «Queste criticità le conosco da tanto tempo, da quando esisteva il consorzio piazza San Domenico fra 2015-2017. Non è un segreto che all’epoca si chiedeva la pedonalizzazione per contribuire a eliminare i problemi di spaccio e degrado. Si parla tanto di città “green “e poi sottoponiamo architetture bellissime a tanto inquinamento ambientale e acustico. Qui la mattina la piazza è congestionata dal traffico di chi porta i figli a scuola». Un flusso di auto che avvolge la piazza e si dipana da piazza del Collegio. Il ristoratore non esclude la possibilità di un trasferimento. «Ci sentiamo abbandonati, in balia di traffico e spaccio». Per sottoscrivere la petizione è possibile mandare una mail a andreapasquinelli@libero.it.