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Sottopasso del Soccorso: i lavori al via ad anno nuovo

Il rendering del parco urbano del Soccorso

È l’auspicio per l’opera sul viale Leonardo da Vinci. L'assessore Barberis: "Presto il progetto esecutivo"

PRATO. Il consiglio superiore dei lavori pubblici ha dato il via libera alcuni mesi fa. Tutto a posto, si può fare. Adesso tocca alla Via (Valutazione impatto ambientale) che è passata nelle mani del ministero per la transizione ecologica.

Siamo alle ultime fasi del lavoro di analisi e valutazione ambientale, poi, come spiega l’assessore Valerio Barberis, si passerà al progetto esecutivo. Il sottopasso di viale Leonardo da Vinci, sulla cosiddetta “Declassata”, compie quasi otto anni da quando fu pensato, ideato, e divenne uno dei cavalli vincenti della prima grande sfida elettorale del sindaco Matteo Biffoni. Allora eravamo nel 2014. È la storia, la lunga storia di un’opera pubblica italiana. Quasi interminabile. Una storia fatta inizialmente di entusiasmo avvincente, via via scemato dall’iperbolica burocrazia nostrana, dalle intersecazioni meno immaginabili di competenze, proprietà, diritti e doveri, sovrapposizioni di compiti.


Ora, una cosa è certa; da tempo tutta l’opera del sottopasso di viale Leonardo da Vinci è sotto il commissariamento diretto dell’Anas e i lavori di analisi e progettazione sono stati affidati ad un dei più noti gruppi internazionali di progettazione di grandi opere ingegneristiche; la Piacentini ingegneri.

Il sottopasso vero e proprio sarò lungo oltre 400 metri, a 2 corsie per marcia direzione Firenze e Pistoia, completamente illuminato e con impianti di areazione e cambio d’aria, mentre l’intera opera sarà lunga oltre 700 metri.

Al 2017 il preventivo di spesa di tutta l’opera si aggirava sulla cifra di oltre 43 milioni di euro: «una cifra che andrà rivista dato il rialzo dei costi di questi ultimi tempi, soprattutto del calcestruzzo, dei ferri e dell’acciaio», commenta l’assessore Barberis. Con molta più probabilità tutto il lavoro sulla “Declassata” andrà a costare sui 50 milioni di euro. Un’opera impegnativa. «Sicuramente una delle più grandi opere pubbliche mai fatte a Prato – dice Barberis – che di certo ha sottoposto la città ad una fase lunghissima di attesa prima di arrivare alla Via e speriamo presto al progetto esecutivo di tutti i lavori». Le complanari ci sono, le opere stradali di raccordo fra gli ingressi al sottopasso e le altre aree della viabilità della città sono state inaugurate. Ma ancora molto, se non tutto, resta da fare. Nell’augurio che i prossimi tempi siano benevoli, la cantierizzazione dei lavori del sottopasso potrebbe iniziare già nel prossimo anno, 2023. «Un auspicio, spero che sia così. Che davvero nel 2023 si riesca a far partire il cantiere», dice ancora l’assessore. I giorni di lavoro messi sull’agenda e nel progetto di massima sono 1000; una cifra tonda che indica che ci vorranno tre anni prima di aprire il primo grande tunnel urbano della città. E farci scorrere le auto. Se i lavori dovessero iniziare nel 2024, nell’anno in cui Prato tornerebbe alle urne per le elezioni amministrative, l’ultimazione dell’opera scivolerebbe al 2027. Tre anni dopo il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Sono i tempi di un’Italia complessa. Ma se adesso tutto dovesse andare bene, come tanti si augurano, fra alcuni anni il sottopasso del Soccorso sarà una parte del nuovo volto della città. Sopra il sottopasso, un parco urbano di oltre un ettaro cambierà per sempre l’immagine della città.

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