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Asl, esame prenotato dove non può essere fatto

L’ospedale Santo Stefano (FOTO D’archivio)

Paziente da Prato a Empoli per una biopsia. Ma all’ambulatorio scopre l’errore. Già tanti i casi che erano stati segnalati  

PRATO. Prenota un esame ma quando si reca in ospedale (a Empoli, al San GIuseppe) gli viene risposto che presso quella struttura esami di quel tipo non possono essere fatti.

È la storia grottesca capitata a un uomo di Prato che per motivi di privacy preferisce non rendere noto il suo nome e che chiameremo Mario.


Vediamo come sono andati i fatti. Verso la metà di aprile l’uomo prenota una biopsia della cute e del tessuto, prestazione che gli viene assegnata presso l’ospedale San Giuseppe di Empoli per la mattina del 5 maggio.

Mario, in quella data, si reca in anticipo al nosocomio in viale Boccaccio ma con suo grande stupore gli viene comunicato che quel tipo di biopsie non vengono effettuate.

L’uomo, libero professionista, non si perde d’animo e dopo un primo momento di arrabbiatura chiede al radiologo di mettere nero su bianco il diniego, cosa che il radiologo fa.

Sul foglio che viene rilasciato al signor Mario, il medico scrive che “Presso l’ambulatorio di biopsie delle radiologia del presidio ospedaliero di San Giuseppe di Empoli non si effettuano biopsie del tessuto cutaneo di pertinenza dermatologica, perché il personale non è formato in tal senso e non sono presenti le necessarie attrezzature ad eseguire tali prestazioni”.

Non solo: il radiologo specifica che “Per errore informatico del sistema del Cup è possibile prenotare tale prestazione, problema già più volte segnalato a chi di dovere”.Ma che, evidentemente, non ha sortito nessun effetto visto che questi spiacevoli inconvenienti continuano ad accadere. L’uomo ha perso una mattina di lavoro e ora dovrà prenotare di nuovo quel tipo di esame. Il consigliere comunale di Prato Tommaso Cocci (Fratelli d’Italia) venuto a conoscenza dell’episodio dice che si attiverà in Regione per chiedere spiegazioni di quanto successo e capire le motivazioni e soprattutto far risolvere la cosa. «Si sta parlando di salute – sottolinea Cocci – e non si può accettare un problema del sistema di prenotazione Cup che manda le persone in un ospedale dove non si possono fare certi tipi di esami. Questi disguidi, a quanto pare, sono già capitati ad altre persone e non devono accadere più».

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