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Tra gli “scheletri” delle Fontanelle: oltre cento case rimaste nel limbo

Complesso che doveva ospitare 90 appartamenti

Lungo via Roma da 10 anni c’è un quartiere “fantasma”. Ora si cerca un compratore per gli alloggi mai terminati

PRATO. Alle Fontanelle, lungo via Roma, c’è un quartiere fantasma dove teoricamente potrebbero andare a vivere cinquecento persone, ma è tutto fermo, congelato da oltre dieci anni, bloccato dalla crisi dell’edilizia quando ancora non si parlava di pandemia. E in attesa di rinascita.

Stiamo parlando degli immobili che la cooperativa Abitcoop e la coop Amicizia del consorzio Edilcoop iniziarono a costruire intorno al 2010 e che sono rimasti in forma di scheletri o poco più. Si tratta di un complesso edilizio da 90 appartamenti, fatto a forma di cavallo con la corte interna aperta in direzione di via Roma, e di una fila di 24 villette a schiera, ora circondate dalle erbacce.


Chi transita ogni giorno sulla strada che porta da Prato a Poggio a Caiano non può fare a meno di notarle. Sono diventate parte del panorama. Chiamarlo ecomostro sarebbe un’esagerazione. È uno dei tanti interventi rimasti a metà a causa della crisi del costruttore, forse il più rilevante a Prato.

In origine l’intervento faceva parte del Peep delle Fontanelle, il Piano di edilizia economica e popolare. Le cooperative di abitazione si impegnarono a costruire gli alloggi ma poi è sopraggiunta una crisi di liquidità e tutto si è fermato.

La Abitcoop è stata messa in liquidazione coatta amministrativa, il consorzio Edilcoop è fallito.

Il complesso residenziale e le villette a schiera dunque sono rimaste nel limbo delle costruzioni che forse un giorno vedranno la luce o forse no. Come detto, sono ferme da più di dieci anni ma nessuno ne può ordinare la demolizione perché sono entrate a far parte come poste attive della liquidazione coatta e del fallimento.

Del complesso più grande, quello da 90 potenziali alloggi, si sta occupando lo studio Glm di Massimiliano Galli, lo stesso che pochi giorni fa ha concluso un accordo con la società InvestiRE Sgr che consentirà di completare il palazzone incompiuto in via di Gello, accanto ai due già abitati davanti al parco dell’ex Ippodromo.

La speranza è che questo sia l’esito anche per le case non finite alle Fontanelle, ma su questo non ci sono certezze. Lo studio Glm proprio in questi giorni sta cercando possibili investitori, che poi dovrà sottoporre al Ministero dello Sviluppo economico perché serve un soggetto che compri il complesso in blocco e rispetti determinate condizioni, quelle di un Piano di edilizia economica e popolare. Impensabile tentare di vendere singole abitazioni che non si sa se un giorno saranno terminate.

Visti da fuori, sia il complesso dei 90 appartamenti che la fila di villette a schiera sembrano abbastanza integri. Le opere in muratura sono a uno stadio avanzato e si notano gli allacci degli impianti. Manca una strada per arrivarci, ma quello sarebbe il meno. L’eventuale compratore potrebbe essere attirato anche dal fatto che si tratta di una zona abbastanza appetibile, per esempio dai tanti imprenditori e operai cinesi che lavorano al Macrolotto. Se questo compratore arrivasse, probabilmente il Comune farebbe ponti d’oro perché si risolverebbe un problema diventato ormai annoso.

Nei due anni di pandemia sarebbe stato difficile trovare un investitore, ma ora il mercato immobiliare si sta riprendendo e forse è arrivato il momento giusto per trasformare il quartiere fantasma delle Fontanelle in un quartiere vero e proprio.

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