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Perseguita l’amante avvocato: trentottenne a processo

La donna residente nel fiorentino voleva che l'avvocato di Prato lasciasse la compagna per stare con lei e oltre a minacce telefoniche ha fatto anche una scenata in strada davanti all'abitazione dell'uomo



PRATO. Stalking ed estorsione. Sono queste le accuse di cui dovrà rispondere la trentottenne Eleonora Pelagatti il prossimo 1 marzo.


Il giudice delle udienze preliminari di Prato, Francesca Scarlatti ha infatti accolto le richieste del legale del denunciante, un avvocato pratese di 56 anni, e deciso che dovrà farsi un processo in cui la donna potrà difendersi. Nei confronti della trentottenne vige già ora un’ordinanza richiesta dal sostituto procuratore della Repubblica, Laura Canovai, di non avvicinare l’uomo con cui aveva una relazione e che l’ha denunciata nel maggio dell’anno scorso per atti persecutori ed estorsione.

A far implodere la relazione fra l’avvocato e la trentottenne sembra sia stato il lungo periodo di lockdown. L’uomo ha una situazione stabile con un’altra donna, dalla quale ha anche una figlia e durante la quarantena imposta a tutti nella primavera-estate 2020, lui e la trentottenne non hanno avuto più molte occasioni per vedersi. Questa situazione avrebbe messo in crisi soprattutto Eleonora Pelagatti che dall’avvocato non avrebbe ricevuto più i settecento-mille euro al mese che normalmente riceveva durante i loro incontri e che le servivano, come avrebbe dichiarato agli investigatori, per pagare le bollette. Durante il lockdown la donna dice anche di aver scoperto per la prima volta che l’uomo aveva un’altra relazione e per questo avrebbe cominciato a metterlo sotto pressione affinché scegliesse lei e lasciasse l’altra.

«Devi dire a tutti che noi due stiamo insieme, altrimenti vengo lì e faccio un casino». Questo il tenore delle minacce di cui è stato oggetto l’avvocato civilista pratese e che ha inserito negli atti della querela. Ovviamente l’avvocato ha cercato di difendere la sua relazione stabile e questo ha fatto andare su tutte le furie la trentottenne che avrebbe iniziato una vera e propria campagna persecutoria con messaggi e telefonate continue in cui, secondo le accuse, ci sarebbero anche minacce di conseguenze fisiche, con l’invio di “qualcuno” a fargli del male. Fin qui lo stalking, cui si aggiunge l'accusa di estorsione, perché la donna avrebbe preteso dall’uomo il pagamento di quelle somme mensili che normalmente le versava fin quando i due andavano d'amore e d'accordo. E per un po’, sembra che il cinquantaseienne abbia anche accettato suo malgrado di pagare le cifre richieste. Poi il tira è molla sarebbe esploso una sera quando la donna, violando il coprifuoco Covid, si sarebbe presentata sotto le finestre della casa dell'avvocato facendo una scenata in strada e rendendo noto a tutto il quartiere che l'uomo aveva una relazione con lei. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso e spinto l’avvocato a sporgere denuncia per atti persecutori e per estorsione e che ha portato la Procura, dopo le necessarie indagini, a disporre l’ordine di non avvicinamento per la donna che risiede nel fiorentino. Il primo marzo la prima udienza del processo.

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