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Prato sperimenta il turismo industriale, eventi culturali e spettacoli in fabbrica

Il turismo industriale viene chiamato anche turismo esperienziale perché fa vivere i luoghi

Il progetto, presentato in Regione a Firenze, avrà una cadenza mensile con appuntamenti previsti nell’ultimo weekend

PRATO. Un appuntamento ogni ultimo fine settimana del mese. Prato punta con “Tipo” sul turismo industriale e le sue fabbriche, ma anche quelle della Valbisenzio e del resto della provincia, diventano l’oggetto di una nuova esperienza di viaggio.

Palcoscenico e racconto allo stesso tempo, emozioni e storie: quelle di una città che sul tessile ha costruito a lungo la sua fortuna. L’idea è nata da una necessità: quella di offrire esperienze nuove a chi continua a viaggiare per affari.


«L’intuizione geniale è stata di trasformare quell’esperienza in fabbrica per addetti ai lavori in qualcosa di popolare» si sofferma l’assessore al turismo della Toscana Leonardo Marras. «A Prato si andrà in fabbrica come in un museo non solo alla scoperta del passato ma anche di una realtà economica tuttora viva – aggiunge il presidente della Regione, Eugenio Giani – e questa idea originalissima può diventare anche un modello per altri distretti industriali».

Un modo per distinguersi ma anche raccontarsi. «Quel progetto infatti siamo noi, ci rappresenta con la nostra cultura – spiega il sindaco di Prato, Matteo Biffoni – Poi, una volta arrivato in città, il turista potrà scoprire altro: Filippo Lippi, Palazzo Pretorio, l’arte contemporanea del Pecci». Non è la prima volta che Prato si adopera nel portare i turisti in fabbrica: fu già fatto circa venti anni fa, ma la proposta si limitava allora alla promozione dello shopping negli empori aziendali. Stavolta invece è stato confezionato un prodotto molto più articolato: le manifatture, storiche e d’avanguardia, diventano teatro, ospitano eventi e provano a raccontare storie ed emozioni, prendendo per mano il turista e portandolo ad esplorare il più grande distretto tessile d’Europa. Un viaggio per appassionati di architettura industriale, architettura, moda e design, ma anche famiglie, in un polo fortemente innovativo, cresciuto sul recupero delle materie prime e dove l’arte del riciclo - con il cardato, lavorando ‘cenci’ di lana provenienti da tutto il mondo - parte da lontano, dal Medioevo.

«Un modo – chiosa la consigliera regionale pratese, Ilaria Bugetti – per scoprire un’altra Toscana, quella al di fuori dei soliti itinerari turistici e culturali. Un progetto che fa tesoro di esperienze passate e del lavoro di ricerca e di riordino di archivi e memorie portato avanti in questi anni da tante persone e che si potrà arricchire in futuro di altri luoghi da scoprire». Intanto si parte. Anzi, nei mesi scorsi i primi eventi in fabbrica già sono stati organizzati. «E il pubblico non è mai mancato» racconta l’assessore al turismo Gabriele Bosi di Prato. L’esperimento ha funzionato e la Regione si è subito interessata per farne un format esportabile altrove. Così ieri il progetto è stato presentato a Firenze a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della giunta Toscana. Per Prato, ma anche per la Toscana, è una nuova frontiera: qualcosa di nuovo, per attrarre turismo nazionale e internazionale. Un’esperienza di visita esclusiva in luoghi industriali suggestivi e ricchi di fascino. Il filone è quello, come lo chiamano gli addetti ai lavori, del ‘turismo esperenziale”: vivere un luogo, anziché solo visitarlo. Un “dentro e fuori” dalle fabbriche, tra eventi culturali, spettacoli, trekking urbano e momenti per le famiglie, nella città del Museo del tessuto, del Centro Pecci e del Museo delle macchine tessili di Vernio. Una nuova proposta che affiancherà i più ‘classici’ percorsi tra chiese, musei e ville medicee della provincia, l’arte contemporanea (con il Centro Pecci), i cammini naturalistici (dalla Via della lana e della seta alla Via medicea), l’enogastronomia (con i vini Doc e Docg di Carmignano, la mortadella di Prato, i fichi secchi di Carmignano, le “pesche” e i cantuccini) e l’archeologia etrusca. Ogni sabato dell’ultimo fine settimana del mese Tipo proporrà spettacoli in luoghi della produzione tessile solitamente non aperti al pubblico; la domenica alla scoperta del patrimonio di architettura industriale e di ex fabbriche rigenerate con progetti di innovazione urbana. In programma anche laboratori didattici per bambini al Museo del tessuto, al Centro Pecci e al Mumat. Il progetto è promosso da Comune di Prato, Fondazione Museo del Tessuto, Fondazione Cdse e Comuni di Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano e Vernio assieme adActe, Visit Tuscany e Prato Turismo. Direzione artistica di Fonderia Cultart.