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Siringhe, droga, presenze "sospette" ed escrementi: viaggio da incubo alla stazione di Porta al Serraglio

Nelle foto: la stazione di Prato Porta al Serraglio, da tempo una delle “piazze” più fiorenti per lo spaccio di sostanze stupefacenti in città; una delle tante siringhe abbandonate in uno degli angoli di piazza dell’Università, adiacente alla stazione; altre siringhe abbandonate lungo i binari nel tratto dove passano i treni diretti a Pistoia o Firenze (foto Sestini)

L'eroina scorre lungo i binari e nell’adiacente piazza dell’Università. Strani movimenti nei giardini che portano a viale Galilei

PRATO. È tornato a farsi sentire in maniera prepotente il triste fenomeno del consumo e dello spaccio di stupefacenti a Prato. Ci sono luoghi dove sembra difficile estirpare questa piaga. Uno di questi è la stazione ferroviaria di Prato Porta al Serraglio. Viste le continue lamentele dei pendolari, che quotidianamente prendono il treno da questa fermata della linea Firenze-Viareggio, martedì siamo stati a vedere com’è la situazione.

Lungo i binari, come ci era stato segnalato, abbiamo trovato delle siringhe con dimensioni ben più grandi di quelle che generalmente vengono utilizzate dai tossicodipendenti. Sì, questo accade lungo i binari di una stazione che si trova nel centro di una città come Prato. Una signora, che sta per prendere il treno, scuote la testa mentre nota il fotografo intento a immortalare la siringa. «È sempre così», sbotta. Infatti non è la prima volta che delle siringhe vengono abbandonate lungo i binari di questa stazione. Ed è questa la cosa che lascia perplessi: l’abitudine. Ci si abitua a una cosa che non dovrebbe essere realtà. Troppo spesso scene come quella fotografata nella mattina di martedì 18 gennaio si presentano ai pendolari di Porta al Serraglio, una stazione più volte segnalata come punto di arrivo e partenza di quanti vengono in città per acquistare e fare uso di sostanze stupefacenti.


Ma non ci sono solo le siringhe lungo i binari. C’è chi vi ha gettato anche bottiglie di plastica, lattine di bevande, cartacce. E poi mozziconi di sigaretta buttati lì da quanti fumano in attesa dell’arrivo del convoglio ferroviario. Una stazione dove durante l’arco della giornata fermano tanti treni e di conseguenza utilizzata da molti passeggeri.

Dalla stazione del Serraglio ci siamo spostati e abbiamo deciso di fare anche due passi e arrivare nella vicina piazza dell’Università dove si trova il Pin. E anche qui ecco che spuntano delle siringhe: tre sono quelle che abbiamo notato. Questa volta delle dimensioni canoniche di quelle usate per drogarsi. Tutto ciò in pieno centro davanti la sede universitaria pratese. Accanto a una siringa è stato abbandonato pure l’involucro che la conteneva. Due di queste siringhe le abbiamo trovate in un angolo un po’ più appartato della piazza, dove, nonostante la mascherina, si avvertiva anche un forte odore di urina. Molte persone continuano a lamentarsi, altre, invece, fanno spallucce. Gente che si è rassegnata a vedere una parte del centro che versa in queste condizioni. Lo spaccio di droga avviene a cielo aperto e in pieno giorno. Lo confermano alcune persone del centro storico che preferiscono restare anonime. In via di Porta al Serraglio, all’angolo con via Filippo Strozzi, dicono che ci sia un continuo via vai di clienti e spacciatori. Gente poco raccomandabile viene, inoltre, notata poco distante, dall’altro lato della via nei due fazzoletti di verde all’uscita del parcheggio del Serraglio, nella strada che si immette prima del sottopasso ferroviario. Oppure, gente chi si aggira con fare sospetto dietro le macchine parcheggiate all’inizio di via Strozzi (lato mura), diventato anche un vespasiano a cielo aperto.

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