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Quasi un residente ogni quattro di Prato è cittadino straniero. E la popolazione cala

La fotografia fatta dall’Anagrafe al 31 dicembre 2021 rapportata alla stessa data dell’anno precedente


PRATO. Quasi un residente su quattro di Prato è straniero. A rivelarlo sono i dati raccolti dall’ufficio statistica del Comune, che fotografano la popolazione cittadina al 31 dicembre dell’anno appena concluso.

I residenti a Prato sono 194.312, di cui 44.507, cioè circa il 23 per cento, hanno cittadinanza straniera. Gli stranieri, rispetto alla stessa data del 2020, sono 911 in più, segnando una crescita del 2 percento, a fronte di una diminuzione della popolazione in città di 481 unità (nel 2020 i residenti a Prato erano 194.793): ciò significa che a calare nel corso dell’anno sono stati i pratesi con cittadinanza italiana, che a fine 2021 sono 1.392 in meno del 2020 (meno 0,9 per cento). Una crescita quella della popolazione straniera a Prato che dal ‘95 a oggi non ha segnato battute d’arresto, eccetto che nel 2014, quando il numero di residenti stranieri in città ha subito una lievissima flessione (meno 0,16 per cento). Sono ben 125 le bandiere presenti sulla mappa della città a indicare le diverse cittadinanze della sua popolazione. Al primo posto per presenze ci sono i cinesi, che rappresentano ben oltre la metà della popolazione straniera residente: a quota 27.829, sono il 62,5 per cento degli stranieri in città. Seguono gli albanesi, 3.814 in tutto, che costituiscono l’8,57 per cento degli stranieri e i rumeni, che con 3.220 persone raggiungono il 7,23 per cento. In quarta posizione i pakistani, che rappresentano il 4,86 per cento degli stranieri a Prato (2.161 persone, di cui più di due terzi uomini), seguiti dai marocchini, che sono 1.372 (il 3 per cento degli stranieri). Al sesto posto compare anche l’Africa, con la Nigeria, la cui cittadinanza è posseduta in città da 776 persone (l’1,74 per cento degli stranieri). Per trovare il Sudamerica bisogna scendere al decimo posto, dove c’è il Perù, che conta 335 persone in città (lo 0,75 per cento degli stranieri). I numeri cambiano un po’ se invece della sola cittadinanza si prende in considerazione anche il luogo di nascita degli stranieri residenti a Prato: 8.937 delle 44.507 persone con cittadinanza straniera in città sono infatti nate a Prato, circa il 20 per cento. Percentuale che schizza al 74 per cento se si considerano solo i minorenni: 7.983 dei 10.778 minori stranieri presenti in città ci sono anche nati (e altri 1.666 sono nati in altre città italiane). Riguardo alle zone della città, la preferita dagli stranieri è quella di via Filzi e via Pistoiese: ve ne abitano 7.411, pari al 46 per cento dei residenti totali (gli italiani sono 8.653), di cui la maggior parte (6.488) cinesi. Seguono via Strozzi e via Montalese, dove i residenti stranieri sono 5.836 (quasi il 28 per cento del totale), di cui 3.540 cinesi. Le zone meno favorite dagli stranieri per vivere sono invece Santa Lucia, dove la loro incidenza è dell’8,3 per cento, Sant’Ippolito, dove i residenti stranieri sono il 9 per cento, e la Castellina - La Pietà, dove sono il 10,6 per cento. Allargando il campo alle circoscrizioni, è la Centro quella dove risiedono più di stranieri: sono oltre15mila, il 33,7 per cento dei residenti totali. Quanto alla composizione delle famiglie in città (in tutto 79.410), quelle unipersonali sono circa un terzo di quelle italiane (il 32,1 per cento) e il 24,9 per cento di quelle straniere, sono composte da due persone poco meno di un terzo di quelle italiane (il 30,9 per cento) e il 16,6 per cento di quelle straniere, da tre persone il 20,4 per cento delle italiane e quasi il 18 per cento delle straniere, da quattro componenti il 13 per cento di quelle italiane e il 20,6 delle straniere.

Sono costituite da 5 persone appena il 2,7 per cento delle famiglie italiane contro l’11 per cento di quelle straniere, mentre i nuclei di 6 o più persone sono rappresentati quasi unicamente dalle famiglie straniere: sono così composte il 9 per cento di quest’ultime, contro lo 0,8 per cento di quelle italiane.

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