Ginecologa sotto processo per una diagnosi sbagliata

Consegnò alla paziente un referto per un esame mai fatto dopo il Pap test e la donna poi ha subìto l'asportazione dell'utero

PRATO. Una ginecologa pratese di 69 anni è sotto processo con l’accusa di lesioni colpose per una diagnosi sbagliata che, secondo la Procura, ha provocato l’asportazione dell’utero di una sua paziente, ormai sette anni fa. Un intervento che si poteva evitare, sempre secondo l’accusa, se la diagnosi fosse stata corretta.
Ieri, 12 gennaio, la donna, che all’epoca dei fatti aveva 40 anni, ha raccontato la sua disavventura di fronte al Tribunale presieduto dal giudice Silvio De Luca, non senza una comprensibile sofferenza.

I problemi della paziente iniziarono nel 2013 per un fastidio nelle parti intime. La donna si sottopose a un Pap test che accertò la presenza di un’alterazione che però non prevedeva un intervento chirurgico, ma solo controlli periodici. Qualche mese dopo la paziente si fece fare un controllo dalla sua ginecologa, ora sotto processo, e non avendo risposte le sollecitò, sentendosi dire che era tutto a posto. Dopo qualche mese, visto che i fastidi non cessavano, la donna si fece visitare da un altro ginecologo, che trovò una alterazione dell’utero ormai in stato talmente avanzato che fu necessario procedere all’asportazione chirurgica.

Le perplessità del secondo medico indussero la donna a chiedere alla sua ginecologa una copia del referto del primo controllo. Secondo il racconto fatto in Tribunale, la ginecologa all’inizio prese tempo e poi le inviò un referto del laboratorio di analisi di Careggi che destò qualche sospetto. In effetti l’ospedale fiorentino, interpellato dalla paziente, rispose che nessun campione di Pap test col suo nome era stato analizzato nel laboratorio. Per questo la ginecologa pratese è stata indagata per falso a Firenze, ma il procedimento è stato poi archiviato. A Prato invece la Procura l’ha indagata e poi citata a giudizio per le lesioni colpose gravi, che hanno costretto la paziente a un intervento chirurgico e ad altre cure particolarmente invasive. La donna, assistita dall’avvocato Gabriele Terranova, è convinta che la ginecologa avesse perso il suo campione. Sarà il processo a stabilirlo: la sentenza è attesa tra qualche mese.