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Insegnante muore di Covid a 55 anni. Il ricordo degli alunni: «Mila, ci mancherai»

Un reparto di terapia intensiva Covid. Nel riquadro l'insegnante Mila Montagni

Prato: a novembre aveva prenotato la prima dose, ma subito dopo si è ammalata ed è finita in rianimazione. 

PRATO. Non c’era volta che in redazione non si presentasse con un dolce pensierino per tutti. E quando si dice tutti, significa dalla stagista al direttore. La redazione è quella del Gruppo Editoriale che da tanti anni edita riviste prestigiose legate ai territorio: qui ha collaborato per vent’anni Mila Montagni, giornalista e colonna portante del Liceo artistico Brunelleschi dove per 17 anni ha insegnato lettere. Non aveva fatto in tempo a vaccinarsi Mila, che aveva 55 anni e si è spenta nella notte fra il 6 e il 7 gennaio nel reparto di Terapia intensiva del Santo Stefano dove ha lottato per quasi un mese.

Fatale l’aver atteso troppo prima di vaccinarsi: la prima dose era stata prenotata tardi, troppo tardi. L’ultimo giorno di lezione è stato il 24 novembre, poi la scoperta del Covid appena prima dell’appuntamento per il vaccino. Mila ha lasciato un vuoto importante, una comunità scolastica in lutto. Perché a piangerla sono i suoi studenti, quelli che la professoressa Montagni che seguiva con dedizione. E poi i suoi colleghi, che di lei apprezzavano la disponibilità e l’autorevolezza. «Siamo profondamente scossi dalla notizia. Ci mancherà una persona brillante, sempre con il sorriso sulle labbra, che sapeva coniugare ironia e leggerezza a serietà e autorevolezza – ricorda la preside Mariagrazia Ciambellotti – Il suo atteggiamento di riprendere i ragazzi era quello ideale. Gli alunni l’adoravano e l’aspettavano in classe. La professoressa Montagni era inoltre una figura organizzativa importante».


Un ricordo è passato ieri da una storia di Instagram postata sulla pagina del liceo Brunelleschi, incorniciato dal brano “Sei un pensiero speciale” di Eros Ramazzotti. Due parole su sfondo nero, “Ciao Mila”, e una dedica per lei. «Questo maledetto virus ci ha rubato tanto, troppo – si legge – La sua memoria resterà viva per sempre in tutti noi. Onorandola con passione e dedizione verso i nostri studenti, che lei conosceva e amava uno per uno. Buon viaggio Mila… ci mancherai moltissimo». Mila era un’abile penna che affondava negli argomenti che sentiva più nelle sue corde, soprattutto l’arte e la storia. La sua abilità giornalistica non l’aveva mai messa in un cassetto (in passato ha collaborato a lungo con La Nazione). Quando non era alla cattedra, Mila scriveva per tante belle riviste come Firenze Made in Tuscany e Pratoreview. Nelle parole metteva sempre poesia e sentimento. Avere una “prof” in redazione significava anche avere un’eccezionale correttrice di bozze: non c’erano refuso o errori ortografici che le scappavano.

«Mila era Mila. Ricopriva di affetto tutte le persone che incontrava – ricorda l’editore Matteo Parigi Bini, uno dei titolari della società Gruppo Editoriale – Aveva una cultura solida come una roccia, un riferimento continuo e indispensabile per la sua profonda conoscenza della lingua italiana. L’avevo sentita qualche mese fa. Voleva dedicarsi ancora di più ai suoi alunni cui era molto affezionata e per questo mi aveva detto di voler allentare la collaborazione con le riviste». Ma Mila era anche una montemurlese attaccata al territorio: per cinquant’anni la sua famiglia (fino al 2013) ha gestito uno storico panificio a Bagnolo. Parole di cordoglio sono state espresse dal sindaco Simone Calamai. «Un’apprezzata insegnante, una persona conosciuta e benvoluta da tutti: è davvero triste apprendere la notizia della sua scomparsa». I funerali si svolgeranno oggi, sabato 8 gennaio, alle 14.30, alla chiesa Sacro Cuore di Montemurlo.