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Fiera chic di Bossom in sordina e con l’incubo materie prime

Francesco Bellucci e Uberto Ciatti a Parigi

Ventidue lanifici pratesi si sono dati appuntamento a Parigi in presenza. Ecco le precollezioni della primavera 2023 ma tira anche l’invernale 2022 

PRATO. Ora, va bene anticipare la moda estiva. Va bene “osare” mettendo in valigia i lini più pregiati per l’estate 2023 ma forse la mossa di anticipare il salone delle precollezioni a cavallo del ponte dell’Immacolata non si è rivelata tanto azzeccata per i lanifici pratesi. Che si sono dati appuntamento a Parigi più per il gusto di rivedersi finalmente in presenza a Blossom che per le aspettative riposte nella vetrina di due giorni. La location su cui si sono accesi ieri e oggi i riflettori per 22 produttori di fascia alta è quella prestigiosa di Carreau du temple, dove l’ultima volta i pratesi si erano trovati nel dicembre 2019. Ma comunque le date erano fra il 12 e il 14 dicembre, non così anticipate come in questa tornata fieristica. L’importante è comunque esserci, anche perché Blossom è sempre una fiera chic sempre molto gettonata fra le grandi firme. «Speriamo nel secondo giorno di fiera: questa partenza tiepida sarà dovuta in parte al lunedì», sottolineava ieri Uberto Ciatti del lanificio Inseta che in collezione ha inserito alcune “chicche” di tessuti stampati soprattutto nella varietà dei lini. Sulla carta dovrebbe essere il momento delle collezioni per la primavera-estate 2023 ma fioccano richieste per l’invernale 2022, a dimostrazione di un calendario fieristico sempre più fluttuante. «Tanta incertezza per l'anno nuovo – aggiunge Ciatti – I rincari delle materie prime rischiano di innescare una bomba».

Anche in casa Bellucci l’invernale è molto richiesto nonostante siano di scena gli assaggi di collezioni estive. Certo, l’atmosfera è quella frizzante di Parigi, con la sua anima “fashion” che fa fare ai pratesi il sacrificio di spendere per due giorni di fiera. A tenere banco fra i corridoi il tema del rincaro delle materie prime.


«Per coprire gli aumenti di queste ultime bisognerebbe aumentare del 15 per cento i nostri listini. Non ci aspetta un 2022 semplice da questo punto di vista», ammette Bellucci. A Blossom si vedono francesi, svedesi, persino qualche americano. Francesco Marini, consigliere di Confindustria Toscana Nord, non ha fatto in tempo a rientrare da New York che è volato subito a Parigi. Prove di ritorno a una normalità in un mercato, quello americano, che la Marini Industrie conosce bene. Per Blossom il lanificio di Montemurlo ha sfoderato il meglio della sua creatività pensando a come vestiremo nella primavera-estate 2023. Largo quindi a intrecci jacquard e tessuti Chanel realizzati con filati innovativi e un grande impegno sulla struttura delle trame tessili.

«Abbiamo privilegiato tecniche particolari come le stampe a corrosione che vanno a intervenire sul colore – racconta Marini – Bisogna valorizzare il più possibile le nostre produzioni, soprattutto in questi momenti». Insomma, prima di chiedere uno “sconto” il brand dovrebbe pensarci due volte.

«Il prezzo si giustifica con il lavoro costante che c’è dietro le nostre collezioni, dall’attenzione alla ricerca alla sostenibilità. Gli aumenti – prosegue Marini – vanno spiegati bene. Se i listini vanno ritoccati verso l’alto e se saremo tutti compatti, i clienti dovranno accettarlo».

Ecco i nomi degli espositori pratesi a Blossom: Alberto Bardazzi, Bartolini 1938, Bellandi Manifattura Lane- Bel & Co Duemilagori, Bianco Tessuti/Pooltrend, Cangioli 1859, Fabrica Tessuti, Il Panda - Lady V, Inseta, Inwool Jersey, Lanificio Bisentino, Lanificio Faisa, Lanificio Luigi Ricceri, Lanificio Mario Bellucci, Le Tinte By Stylem Italia, Lyria, Manteco, Marini Industrie, Milior, Rafanelli – Lanificio Balli, Tessilgodi, Texmoda Tessuti, Weft.

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