AudioCartoon racconta Masha e Orso ai bambini che non lo possono vedere

prato. Anche i bambini ciechi o ipovedenti potranno divertirsi a seguire i cartoni animati preferiti grazie al progetto “AudioCartoon” presesentato venerdì in Comune.

La prima puntata di Masha e Orso, per esempio, è già visibile sul canale YouTube “Audiocartoon Italia”, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità. Le successive puntate saranno invece pubblicate sullo stesso canale una volta alla settimana.


AudioCartoon nasce da una idea dell’attore Daniele Di Bella e del regista Cristiano Gazzarini e dal loro rapporto con la sezione di Prato della Unione italiana ciechi e ipovedenti), di cui Di Bella è socio. Hanno preso parte al gruppo di lavoro anche Benedetta Grazian (UX designer) e numerosi soci e volontari della Uici.

«Siamo contenti perché questo è un progetto sperimentale che è arrivato a trasmettere cartoni animati per bambini con disabilità visive – ha detto l’assessore alle Pari Opportunità Ilaria Santi – È un traguardo importante per questi bambini e per tutti i più piccoli, perché insieme potranno superare le barriere oggettive presenti anche nelle case. È un progetto di cui siamo orgogliosi e al quale, oltre che col patrocinio, abbiamo deciso di prendere parte con un contributo economico. Anche se una piccola goccia è l’inizio di un percorso: la nostra speranza è che questo piccolo fiume presto diventi un grande oceano».

«Un cartone animato inclusivo che è una novità a livello nazionale» ha detto Sauro Fani, vicepresidente della Uici, orgoglioso dell’iniziativa a cui la sua Unione ha partecipato e contento della specificità dell’audiodescrizone, che è proposta in modo enfatico e non asettico, aiutando i bambini non vedenti o ipovedenti ad immedesimasi col personaggio. «Questo – ha aggiunto Fani – dà un valore aggiunto notevole all’intero progetto».

«È stato importante per noi offrire l’essenzialità del contenuto, anche con enfasi – ha detto Daniele Di Bella, che presta la voce all’audiodescrizione – Quindi cogliendo il punto cruciale dell’azione che porta alla conclusione della storia, a differenza di quelle poche altre audiodescrizioni che invece sovraccaricano il racconto e pregiudicano la comprensione generale della narrazione».

«È importante capire chi è l’utente finale che usufruisce dell’audiodescrizione – ha aggiunto il regista Cristiano Gazzarini – ed è per questo che ci siamo mossi pensando di avere un bambino accanto a cui descrivere il mondo».