L'allarme di Greta Beccaglia, la giornalista tv molestata in diretta: "Mi insultano e mi minacciano"

Greta Beccaglia, a destra, col conduttore Giorgio Micheletti di Toscana Tv

La cronista pratese molestata dopo Empoli-Fiorentina ha parlato in conferenza stampa a Firenze e continua a difendere il conduttore della trasmissione. Le amiche del molestatore organizzano una cena di solidarietà

PRATO. "In queste ore sto ricevendo messaggi molto tristi, parolacce e anche minacce. Io non ho fatto niente di male, ho solo denunciato quello che tutti hanno visto, stavo normalmente lavorando. E ora voglio tornare alla normalità". Così la giornalista pratese Greta Beccaglia, molestata in diretta fuori dallo stadio Castellani dopo la partita Empoli-Fiorentina, a margine di una conferenza stampa organizzata a Firenze dall'Ordine dei giornalisti. "Io ho denunciato il fatto - ha detto - Poi sarà la giustizia a fare il suo corso. Voglio essere ricordata come la ragazza che, se un giorno arriverà al suo obiettivo lavorativo (Beccaglia infatti non ha ancora il tesserino da giornalista, ndr), lo avrà raggiunto per la sua professionalità e non per quello che mi è successo".

Beccaglia ha poi commentato il ritorno in tv del conduttore Giorgio Micheletti, che ha subito critiche per la gestione della situazione in diretta: "Per me è un padre lavorativo - ha detto - Ha tentato di difendermi, poi magari può aver sbagliato parola. Il video che è diventato virale dura 20 secondi, ma in realtà quello non tagliato dura più minuti".

Il presidente della Lega Serie B, Mauro Balata, consegnerà questa sera a Greta Beccaglia il pallone del campionato griffato di rosso, utilizzato dalle 20 squadre della Serie B nello scorso weekend come simbolo per sensibilizzare alla lotta contro la violenza sulle donne. Il gesto avverrà allo stadio Curi nell'intervallo dell'anticipo della sedicesima giornata, Perugia-Vicenza, informa la Lega B, "un segno di civiltà, rispetto, accoglienza verso chi all'interno di un contesto calcistico ha subito una violenza e che proprio dal calcio deve ricevere un attestato di solidarietà".

"Condanniamo il gesto compiuto da Andrea, siamo solidali con la giornalista che si è sentita offesa ma non accettiamo la gogna mediatica, le accuse gratuite, i commenti malvagi detti e scritti sul suo conto anche con minacce di morte". Questa la premessa di alcune amiche del ristoratore di Chiaravalle Andrea Serrani, il tifoso viola che ha dato la pacca sul sedere alla cronista. Le amiche organizzeranno lunedì prossimo una tavolata di sole donne - circa 70 - al ristorante il "Ranocchiaro", gestito da Serrani in segno di affetto e vicinanza.

Su Facebook è nato un gruppo "Le amiche e gli amici di Andrea" che ha superato i 1.140 iscritti. Il gruppo, spiegano i promotori, nasce tra "amici e amiche di Andrea, contrari a ogni forma di violenza sia nei confronti delle donne, dei bambini, degli uomini e degli animali. Siamo solidali - affermano - con la giornalista che ha subito ingiustificate umiliazioni da parte delle persone che uscivano dallo stadio e il gesto di Andrea, compiuto stupidamente, può avere recato offesa alla stessa".

Lamentano che si è "fatto di Andrea il capro espiatorio per parlare di temi come violenza sessuale o umiliazione dell'uomo verso una donna"; "Abbiamo visto tutti il gesto di Andrea, lo abbiamo disapprovato ma poi, noi che lo conosciamo, abbiamo compreso che il suo gesto era privo di violenza, di cattiveria e libido". "Andrea è stato superficiale ma non è certo un mostro". Serrani e il suo legale, Roberto Sabbatini, mentre stanno lavorando a una mediazione con la giornalista vittima della condotta molesta, hanno diffuso un video di 3 minuti per chiarire la vicenda. Serrani ha chiesto scusa, dicendosi disponibile a incontrare Greta Beccaglia per scusarsi pubblicamente e in diretta tv.