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Malata di cancro aspetta da 40 giorni i risultati dell’esame: «Inaccettabile»

Il centro di prevenzione oncologica di Porta al Leone

Prato: senza il referto dell’accertamento istologico non può iniziare le cure. Il marito: «Vogliamo risposte, il tumore non aspetta»

PRATO. Le è successo tutto così in fretta che non c’è stato nemmeno il tempo di guardare il calendario. Ma ora che sono passati ben 40 giorni senza che vi sia traccia dell’esame istologico, al tempo ci si pensa. Eccome. Senza il risultato del campione asportato durante l’intervento chirurgico (l’istologico, appunto), tanto per intendersi, una donna pratese non può sottoporsi al ciclo di radioterapia necessario per il trattamento del suo tumore al seno.

Così il marito Fabrizio Orlando ha scritto al Tirreno per denunciare quello che viene considerato un ritardo inaccettabile.


La moglie, 51 anni, era stata operata al Santo Stefano il 20 ottobre. «Ci avevano detto che entro 30 giorni doveva arrivare la risposta dell’istologico – racconta Fabrizio – Ma dal reparto di oncologia non si è sentito nessuno e di giorni ne sono passati 40». Settimane col fiato sospeso, quelle che trascorre la famiglia residente a Prato: la diagnosi di carcinoma mammario è stata un fulmine a ciel sereno. A dare l’infausto esito, una mammografia eseguita a settembre. A 51 anni, infatti, si rientra nei programmi di screening mammografico promossi dalla Regione che alle donne dai 45 ai 74 anni spedisce a casa l’invito a sottoporsi agli esami. La prevenzione, infatti, rappresenta l’arma più efficace per scoprire una diagnosi precoce che permette di curare un tumore ancora in fase iniziale.

«Se mia moglie non avesse aderito allo screening, non avremmo saputo che stava male e che il tumore non sarebbe stato rimosso. Ma ora è fondamentale sapere quando potrà iniziare le terapie e tutto il resto delle cure. Possibile che ci voglia così tanto tempo per avere una risposta dell’esame istologico? Il cancro non aspetta. Ho telefonato più volte in oncologia – denuncia il marito – ma nessuno sa dirmi qualcosa e spesso non c’è modo di prendere la linea».

Un esame fondamentale, quello che esce dai laboratori di anatomia patologica, perché serve ad avere la fotografia dello stadio del tumore e quindi procedere con i protocolli terapeutici giusti. Interpellata dal Tirreno, l’Asl Toscana Centro non risponde al momento sul caso specifico della cinquantunenne operata il 20 ottobre ma fa sapere che lo farà non appena avrà ricostruito tutto il percorso di cura della donna.

Agli inizi di settembre, un’altra pratese di 51 anni malata sempre di cancro al seno aveva raccontato al Tirreno il suo calvario durato 42 giorni per ricevere il risultato di un esame istologico dopo l’operazione cui si era sottoposta a fine luglio. Per quel referto in ritardo l’Asl si scusò ammettendo che il limite era stato sforato di sei giorni rispetto ai 30 di prassi rassicurando sulle tempistiche di visite e cure. Dopo tre mesi, siamo punto e a capo con un’altra denuncia simile.