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Omicidio di Comeana, arresti domiciliari e lunghi permessi: la detenzione “light” di Stefano Marrucci

I carabinieri col sindaco Prestanti in via Boccaccio

Una misura di custodia inadeguata per l’uomo accusato di aver sparato a Gianni Avvisato. Lo cercano in tutta Italia 

PRATO. Teoricamente Stefano Marrucci non avrebbe potuto far male a una mosca perché era chiuso in casa, agli arresti domiciliari, ma andatelo a raccontare ai parenti di Gianni Avvisato, il cameriere personal trainer di 38 anni ucciso mercoledì pomeriggio davanti alla sua casa di Comeana. Quegli arresti casalinghi che Marrucci, 56 anni, stava scontando per un cumulo di pene definitive nella sua abitazione di Firenze non gli hanno impedito, prima, di procurarsi una pistola calibro 9 e, poi, di andare a uccidere Avvisato per questioni ancora non chiare, certamente soldi, probabilmente legati a qualche affare sporco. Col senno di poi (ma ci si poteva pensare anche prima) si può dire che la misura degli arresti domiciliari, oltretutto senza braccialetto elettronico, non era adeguata alla pericolosità sociale di un uomo che da più di trent’anni aveva dato prova di avere il grilletto facile e una spiccata propensione all’evasione, oltre che a delinquere.

Invece Marrucci ha continuato a pagare il suo conto con la giustizia stando a casa e a pubblicare sul suo profilo Facebook foto che lo ritraggono apparentemente rilassato e sicuro di sé. Non solo. Gli investigatori raccontano che negli ultimi tempi ha goduto anche di lunghi permessi premio che gli hanno consentito di “evadere” legittimamente da questa sua detenzione poco afflittiva.


Ora le forze dell’ordine lo cercano in tutta Italia e ci potrebbero volere settimane, se non mesi, per trovarlo. Nel 1998, dopo l’evasione dal carcere della Dogaia dove era stato rinchiuso per l’omicidio del boss catanese Agatino Mirabella, passò un mese prima che lo trovassero in provincia di Pistoia (un carabiniere fu ferito nella sparatoria che ne seguì). Tredici anni dopo, nel 2011, a Firenze, Marrucci confermò di essere un tipo che non vuole farsi prendere, con le buone o con le cattive, e in quel caso ne fece le spese un poliziotto della squadra mobile, ferito da un colpo di pistola al gomito.

Adesso la situazione, se possibile, è ancora peggiore, perché Marrucci sa di non aver più nulla da perdere. Se e quando lo troveranno potrà anche dire di non aver voluto uccidere Gianni Avvisato, di aver voluto soltanto intimidirlo (e la dinamica di quanto accaduto a Comeana sarà materia da avvocati), ma è verosimile che stavolta non lo rimetteranno agli arresti domiciliari e potrebbe dover finire la propria esistenza in carcere. E dunque è probabile che, per calcolo o per indole, sia deciso a vendere cara la pelle. Per questo i carabinieri che lo stanno cercando sanno di trovarsi di fronte un soggetto pericoloso e di dover prendere tutte le precauzioni del caso.

In passato Marrucci ha dimostrato di avere i contatti per procurarsi documenti falsi, ma si ritiene che sia ancora in Italia, magari nascosto nella casa di qualche amico.

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