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A rischio 150 "contratti Covid" nelle scuole: "E ora come faremo?"

Non saranno rinnovate le assunzioni fatte per fronteggiare l'emergenza. Sindacati in stato di agitazione, protestano i presidi

PRATO. I guai più grossi sono per gli istituti comprensivi più grandi dislocati su molti plessi. Solo il Primo Levi nella zona Sud, ad esempio, ha messo sotto contratto 12 bidelli part-time e uno a tempo pieno. Sei custodi in più erano arrivati da poco al liceo Livi e Brunelleschi suddiviso su sei sedi tra Prato e Montemurlo. Contratti firmati da poche settimane e destinati a scadere il 31 dicembre: questi rapporti di lavoro non verranno prorogati per mancanza di risorse in legge di bilancio.

Piove sul bagnato anche sulla scuola pratese che per il secondo anno consecutivo si affida al contigente Covid per la gestione dell’emergenza sanitaria fra contagi in aumento soprattutto fra i bambini più piccoli (quelli non vaccinati) e nuove regole per le quarantene: si parla di un organico aggiuntivo di circa 150 persone, l’80 per cento dei quali è costituito da collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici.

«Siamo in stato di agitazione e rivendichiamo la copertura dell’organico Covid fino al 30 giugno 2022 anche per il personale Ata al pari di quello docente – incalza Filomena Di Santo, segretaria provinciale della Flc Cgil in mobilitazione insieme a Uil Scuola, Gilda e Snals – È umiliante che non siano previste risorse per l’organico di emergenza utilizzato in pandemia per garantire le misure di sicurezza nelle scuole e per sdoppiare le classi troppo numerose».

A Prato il campanello d’allarme risuona ancora più forte vista la scure che si è abbattuta sul personale Ata negli ultimi anni. Figure di cui c’è bisogno come il pane, quelle dei collaboratori scolastici: su loro gravano le operazioni quotidiane di pulizia e sanificazione rese ancora più necessarie in tempo di pandemia. Uno scenario, quelle delle scuole a corto di custodi assunti con “contratti Covid”, al quale i dirigenti scolastici pratesi non vogliono nemmeno pensare.

«Qui rischiamo di chiudere – tuona Mario Battiato, preside del comprensivo Gandhi – Senza il personale Ata aggiuntivo non posso garantire il tempo lungo, aprire e chiudere sei plessi. Un altro compito dei collaboratori scolastici è quello di verificare il Green pass degli esterni. E io ne ho tanti nelle mie sedi, avendo 58 bambini “speciali” seguiti anche da operatori educativi esterni». Sarebbe un dramma, anche per Mariagrazia Ciambellotti, preside del Livi e Brunelleschi. Per dare un rinforzo di personale al liceo suddiviso fra Prato e Montemurlo sono stati contrattualizzati sei custodi in più e assunte in via straordinaria due persone in segreteria. «Abbiamo la necessità di garantire il minimo della sorveglianza – osserva Ciambellotti – Senza il personale aggiuntivo non saprei come fare».